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 2017  febbraio 12 Domenica calendario

L’allarme infinito nei vagoni. Un arresto al giorno

Erano appena le 21 – un orario in cui ancora in molti viaggiano sui treni di rientro dal lavoro – quando lo scorso marzo una 22enne bergamasca diretta a Milano ha dovuto trovare la forza di trascinarsi fuori dalla carrozza per chiamare aiuto, dopo essere stata colpita in testa con un martello frangivetro da un uomo che voleva rubarle un cellulare e 15 euro. E come non ricordare la storia di Carlo Di Napoli, il capotreno sopravvissuto quasi per miracolo, dopo che un giovane appartenente alla gang latina MS13 nel giugno 2015 gli ha reciso un braccio con un machete durante un pestaggio sei contro due alla stazione milanese di Villapizzone. Un’inusuale ferocia qualifica la cronaca delle ultime aggressioni sui treni lombardi – ora che è stato reso noto solo l’ultimo di questi casi, con la denuncia della sedicenne di Vigevano picchiata da due uomini. Secondo i dati relativi alle attività della Polfer in Lombardia nel 2016 diffusi da Trenord, se i furti a bordo treno e i danneggiamenti ai danni dei convogli registrano una flessione a due cifre, gli arresti sono stati 267, quasi uno al giorno. Certamente collegati a reati minori, ma anche alle rapine e alle violenze sessuali. In generale episodi ai danni dei passeggeri e del personale, che se non possono dirsi sistematiche, sono «in aumento», stando alle considerazioni del sindacato dei ferrovieri. «Su alcune tratte, specie quelle adiacenti ad alcune stazioni particolarmente degradate, dove circola un pendolarismo legato allo spaccio, registriamo aggressioni quotidiane, sia a danno del personale che dei passeggeri», osserva Luigi Ciracì, responsabile Filt-Cgil Lombardia. E se l’attività della polizia ferroviaria è capillare – con quasi 20 mila treni scortati, 6622 pattugliamenti lungo la linea ferroviaria, 28709 servizi di vigilanza negli scali ferroviari – certamente non è sufficiente. Anche l’azione della Lombardia guidata dal leghista Roberto Maroni, che ha fatto della sicurezza un cavallo di battaglia, sembra una lotta contro i mulini a vento. Unica, secondo l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte, ad essersi presa carico di presidiare treni e stazioni, la Regione Lombardia ha stanziato oltre sei milioni di euro per consentire alle forze dell’ordine di spostarsi gratuitamente su tutti i mezzi del trasporto pubblico lombardo. Non basta, ha sbloccato anche tre milioni di euro per l’assunzione e la formazione di guardie giurate da fare circolare sui treni. Un progetto supervisionato dalla prefettura, che ha il compito di tenere i corsi per i nuovi vigilantes e che vede al momento in azione quaranta guardie giurate sui 2300 treni lombardi, orari serali e notturni compresi. «Certamente non è sufficiente – ha detto l’assessore – ma puntiamo a raddoppiare questa cifra entro la fine del 2017. E comunque ricordiamo che la sicurezza non è una competenza regionale, ma dello Stato, che in questo momento si sta rivelando assente». Una lotta contro i mulini a vento, si diceva. Con i ferrovieri, che, racconta Ciracì, “hanno sempre più paura”.