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 2017  febbraio 11 Sabato calendario

Unioni civili, vincono le grandi città

Le coppie gay dicono «sì» con più frequenza nelle grandi città del Nord, meno nel resto d’Italia. È nel Nord, infatti, che si concentrano 974 delle 1.690 unioni civili già costituite o in programma nei prossimi mesi nei capoluoghi delle Regioni e delle Province autonome. In particolare, le unioni civili nelle città settentrionali sono quasi 25 ogni 100mila abitanti; un dato trainato da Milano (36,8 unioni per 100mila abitanti), seguita da Bologna (26,1) e da Torino (22,6). Invece nelle aree del centro le unioni si fermano a 15 per 100mila abitanti e nelle isole e nel Meridione crollano, rispettivamente, a 9 e a meno di 7 ogni 100mila abitanti. E in alcune città i numeri sono ancora a zero (Catanzaro, Campobasso e Potenza, dove però c’è una prenotazione per aprile). È quanto emerge dall’indagine che Il Sole 24 Ore ha condotto nei 21 Comuni capoluogo delle regioni e delle province autonome, a poco più di otto mesi dall’entrata in vigore, il 5 giugno dello scorso anno, della legge 76 del 2016 (la legge “Cirinnà”, dal cognome della senatrice del Pd, prima firmataria del Ddl). Una legge che oggi raggiunge la piena attuazione, con l’entrata in vigore dei decreti legislativi 5, 6 e 7 del 2017, che adeguano le regole dello stato civile (superando il decreto-ponte del luglio 2016, che ha permesso di costituire le prime unioni da agosto), le norme penali e quelle di diritto internazionale privato.
Le unioni civili
Il decreto 5/2017, che adegua le regole dell’ordinamento dello stato civile, affronta anche alcuni dei nodi emersi nei primi mesi di vita della legge: ad esempio, stabilisce che l’ufficiale dello stato civile di fronte al quale viene costituita l’unione deve indossare la fascia tricolore, come quando celebra un matrimonio. Un “dettaglio” che in alcune realtà era stato messo in forse; non nei capoluoghi di regione, però, con l’eccezione di Trieste, che si adeguerà d’ora in poi.
In totale, sono state 942 le unioni civili costituite fino al 31 gennaio scorso nei capoluoghi, che, con quasi 10 milioni di abitanti, rappresentano un sesto del Paese. Di queste, la stragrande maggioranza – 714 – riguarda coppie maschili, mentre sono state 228 le coppie femminili a formalizzare il loro legame. Altre 268 unioni arrivano dall’estero: 233 coppie hanno chiesto di registrare in Italia matrimoni o unioni celebrate all’estero e altre 35 hanno deciso di dire sì nelle ambasciate. Le unioni già prenotate sono 480, un numero in linea con l’andamento di questi primi mesi: al momento non sembra quindi probabile un boom di costituzioni per la primavera, la stagione preferita per sposarsi.
A guidare la classifica in numeri assoluti, ci sono Milano (495, considerando anche le prenotazioni), Roma (430) e Torino (202). A Napoli, la terza città più popolosa d’Italia, le unioni sono 87, nove per 100mila abitanti.
Le convivenze
Appeal contenuto per le convivenze di fatto e quasi inesistente per i contratti di convivenza. I due istituti introdotti dalla legge 76 e rivolti sia alle coppie etero che a quelle omosessuali non hanno suscitato molto interesse. Nei 21 capoluoghi, le convivenze di fatto (che consistono nella registrazione della convivenza attraverso l’iscrizione all’anagrafe comunale) sono state 567, ossia 5,8 ogni 100mila abitanti. Ma è una media nazionale, perché, come per le unioni civili, il divario fra Nord e Sud è elevato. Nel Mezzogiorno le convivenze si riducono a 0,8 ogni 100mila abitanti, contro le 11,6 dei capoluoghi settentrionali. Poche anche nelle isole (1,2 ogni 100mila abitanti) e nel centro Italia (2,5).
Interesse quasi nullo per i contratti di convivenza, ossia per quegli atti scritti con l’assistenza di un professionista (notaio o avvocato) con cui i partner possono disciplinare i rapporti patrimoniali reciproci. Fatta eccezione per Roma, dove ne sono stati stipulati 15, negli altri capoluoghi se ne contano poche unità e in molti nessuno: il totale è 26. Se infine si sommano unioni e convivenze si arriva a più di 2.200 formalizzazioni: un numero molto vicino a quello delle coppie che hanno scelto in passatodi ufficializzare i loro legami nei registri attivati in 14 dei 21 capoluoghi.