Corriere della Sera, 12 febbraio 2017
Telecamere, più agenti e carrozze dedicate. I convogli della lista nera
Telecamere, monitor, filtri alle stazioni, agenti sui treni, carrozze consigliate. Le ferrovie si sono organizzate così per proteggere i loro clienti dai pirati dei binari, occasionali o seriali. E le statistiche dicono che in realtà il numero di episodi criminali registrati a bordo dei treni italiani è in calo. Con un’unica eccezione: le aggressioni ai danni di controllori e capitreno.
Secondo i dati di Fs Italiane tutti i reati «ferroviari» sono in diminuzione. Dai vandali ai rapinatori, dai «Lof» (Ladri operanti in ferrovia) ai molestatori, le denunce e le segnalazioni registrate in tutto il territorio nazionale calano. Le rapine sarebbero non più di 30-40 all’anno, su un movimento complessivo di oltre mezzo miliardo di passeggeri distribuito su circa 6.500 corse al giorno.
Soltanto le aggressioni al personale delle ferrovie stesse sono aumentate del 5 per cento, «ma proprio perché sono stati intensificati i controlli», sottolinea Franco Fiumara, direttore del centro di protezione aziendale del Gruppo Fs Italiane. La spiegazione di queste statistiche, piuttosto distanti dalla percezione di molti viaggiatori, starebbe nell’insieme di misure di sicurezza adottate negli ultimi tempi. «Dall’anno scorso – spiega Fiumara – la metà dei treni in servizio lungo le tratte regionali sono dotati di impianti di videosorveglianza a bordo e un quarto di questi anche di un sistema di monitor che permette ai passeggeri e al personale di vedere in tempo reale cosa accade in tutte le carrozze. E quelle stesse immagini vengono trasmesse via Internet alle sale operative della polizia». Quindi puntualizza: «Siamo gli unici in Europa ad avere questa misura di sicurezza a livello regionale».
A rendere necessarie tante precauzioni, però, è stato l’allarme suscitato dai non pochi episodi che hanno spaventato (se non dissuaso) gli utenti dei treni, soprattutto su alcune linee. Ogni regione ha stilato una propria black list dei treni e delle fasce orarie a rischio: dalla Roma-Nettuno alla Torino-Cuneo, dalla Milano-Mantova alla Napoli-Sapri, dalla Rovigo-Venezia alla Modena Rimini. Una mappa in continuo aggiornamento «anche per effetto delle misure di sicurezza che mettiamo in campo insieme alle forze dell’ordine una volta ricevute lamentele e segnalazioni dei clienti», tiene a ribadire Fiumara.
Il sistema di prevenzione parte dalle stazioni, dove i filtri ai varchi di accesso avrebbero ridotto le presenze pericolose o moleste sui treni, e che si avvale anche di una maggiore presenza della polizia. Dopodiché nulla e nessuno è riuscito a impedire, per esempio, che tre sere fa qualcuno mandasse in fiamme l’ultima carrozza del regionale Bracciano-Roma. Anche l’episodio denunciato ieri a Milano sarebbe avvenuto in fondo al treno. E, in effetti, i responsabili della sicurezza suggeriscono a chi viaggia da solo di scegliere le vetture più frequentate, anche a costo di dover cambiare posto più volte.
In Lombardia, addirittura, da qualche mese la carrozza a centro treno è stata istituzionalizzata da Trenord, la società che gestisce il traffico regionale, come «Safe & quiet». A tutela dei circa 730 mila utenti quotidiani delle 2.300 corse lombarde – dopo l’allarme generato dalle aggressioni a colpi di machete e di martello – sono state adottate misure di sicurezza che comprendono una convenzione con la polizia, l’arruolamento di vigilantes privati che accompagnano i controllori, oltre a filtri alle stazioni e all’entrata in servizio di nuovi convogli monopiano con dotazioni tecnologiche come telecamere e interfono in viva voce.
Ma anche secondo Trenord gli episodi pericolosi sono in calo. Nel 2016 è stata registrata una riduzione dei furti (meno 58 per cento) e dei danneggiamenti (meno 32 per cento). Così, oltre 16 mila treni «scortati» dalla polizia e 23 mila servizi di vigilanza nelle stazioni lombarde hanno portato all’arresto di 267 persone e a più di 1.500 indagati. Ma basta un nuovo fatto di cronaca nera e la percezione di insicurezza ritorna prepotente.