Corriere della Sera, 11 febbraio 2017
Si festeggia ancora San Valentino?
Ci sposiamo, ci separiamo e non divorziamo solo perché costa troppo. Ma nonostante tutto continuiamo a festeggiare San Valentino. Anche quando non vorremmo. Ce lo ricorda il meteo, che annuncia un 14 febbraio «baciato dal sole». Lo suggeriscono le ricerche scientifiche: le donne sono più sensibili al romanticismo a pancia piena (la sconvolgente scoperta è stata pubblicata dalla rivista Appetite ). Lo contabilizzano gli analisti dello shopping: secondo la Camera di commercio di Milano la metà dei venti-trentenni ha già messo mano al portafogli con una spesa media di venti euro in dolcetti o piccoli gioielli (a giudicare dal budget non può che trattarsi delle sorprese dell’uovo di Pasqua di due anni fa, infiocchettate in una meravigliosa confezione da 19 euro e 90).
Che ci piaccia o no, la data in cui morì l’ignaro vescovo romano martire, decapitato a 97 anni per aver celebrato le nozze tra una cristiana e un pagano, è diventata una festa comandata. Dal marketing. Mai come in questi giorni troviamo online i fiori più adatti, le poesie più belle, i libri più toccanti e le mete più romantiche. E, se ci vogliamo portare avanti, c’è un calendario con le scadenze dei prossimi dieci anni (nel 2027 il 14 febbraio cadrà di domenica, meglio prenotare la cena).
Non c’è speranza per nessuno se pure il «poeta professionista vivente» Guido Catalano (così si definisce sul web), orgogliosamente riottoso ai festeggiamenti mainstream, dedica all’amata Enrica l’ultima raccolta di poesie appena pubblicata con Rizzoli: Ogni volta che mi baci muore un nazista. «Non mi ero reso conto che questo è diventato il mio primo regalo di San Valentino», chiosa al telefono. Ammettendo, poi, di aver fatto un altro irreversibile errore da principiante. «In 45 anni di vita non ho mai regalato dei fiori, fino a una settimana fa, quando sono andato da un mio amico flower designer e ho creato con lui un bellissimo mazzo di calle che ho fatto recapitare in ufficio alla mia fidanzata». Successo garantito, ma il poverino non sa che ogni futuro mazzo (perché dovrà essercene un altro, e non solo uno) non potrà essere meno «bellissimo».
Eppure non dovremmo protestare per questo fuoco incrociato di cioccolatini e ciambelle a forma di cuore. «Oggi nessuno difende più la coppia, meglio San Valentino che niente», sospira lo psichiatra dell’amore Willy Pasini. E rivendica un dato troppo sottovalutato: «Non è mai stato trovato un sostituto alla coppia: le comuni sono durate sei mesi, la gelosia le ha eliminate; e le tribù si sono rivelate utili solo al capo».
A gabbarci è sempre Jane Austen. Altrimenti perché considereremmo ogni volta l’amore un miracolo? «L’amore è tutto tranne che una rarità. Semmai è raro il periodo di lucidità tra un innamoramento e l’altro», sentenzia Ester Viola, giuslavorista prestata alla narrativa con L’amore è eterno finché non risponde (Einaudi), romanzo in cui demolisce chirurgicamente le nostre velleità sentimentali per farci infine ricascare nella speranza di un nuovo inizio. A tempo. Ormai non assume più nessuno.