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 2017  febbraio 08 Mercoledì calendario

Nuova Zelanda, centinaia di globicefali spiaggiati

Uno dei maggiori spiaggiamenti di sempre, su lidi che già in passato erano stati interessati dallo stesso tipo di fenomeno, è stato scoperto all’alba neozelandese di venerdì (ora locale +12). Secondo quanto riportano i media locali e la BBC, che cita fonti della Ong  Project Jonah, sarebbero in totale 416 i cetacei, globicefali che si sono arenati mentre 300 sono già morti sulla punta settentrionale di South Island.

Volontari, guardiamarina e ambientalisti, hanno formato delle catene umane per cercare di mantenere idratati gli animali rovesciandogli addosso secchi pieni d’acqua nella speranza di riuscire, con l’alta marea, a far loro riprendere il mare. Un primo tentativo nel corso della giornata ha avuto parziale successo, con circa 50 globicefali (chiamati dall’inglese balene pilota, pilot whale) che sono riusciti a tornare a largo.

Non si conosce ancora la causa di questo fenomeno, ma la zona  di Golden Bay, una baia bassa e sabbiosa, è nota come “whale trap” da decenni e si trova sulla rotta che i cetacei compiono annualmente da e verso l’Antartide.
Può accadere che questi animali – che vivono in comunità molto numerose – perdano la rotta in prossimità di bassi fondali e quando un individuo del gruppo si arena, invia un segnale di soccorso per attrarre altri membri del suo pod, che a loro volta restano bloccati a causa della bassa marea.
Si tratta del peggior spiaggiamento di massa in Nuova Zelanda dal 1985, quando 450 cetacei rimasero arenati a Auckland. Mentre il record negativo assoluto risale al 1918, quando furono circa 1000 i cetacei a spiaggiarsi nell’isola di Chatham.

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CORRIERE.IT 10/2/2017
Oltre 400 balene spiaggiate in Nuova Zelanda e circa trecento sono già morte. È successo sulla spiaggia di Farewell Spit e si tratta di uno dei peggiori incidenti di questo tipo nella storia del paese, anche se già in passato nella stessa zona si sono verificati episodi simili. Sul posto volontari ambientalisti che sperano di riuscire con l’alta marea a far riprendere il mare almeno ad alcune delle balene pilota che si sono arenate.