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 2017  febbraio 10 Venerdì calendario

Guerriglia all’Università contro i tornelli

È stata risolta a manganellate l’’occupazione di una biblioteca universitaria di Lettere da parte dei collettivi studenteschi di estrema sinistra: dopo giorni di tensioni, culminate nel blitz con cui gli studenti hanno rimosso i tornelli di sicurezza apposti all’ingresso dall’ateneo nel tentativo di riportare ordine nella facoltà, la polizia ha sgomberato eseguendo la richiesta dell’Università. La biblioteca ieri mattina è stata chiusa, ma i militanti sono riusciti a rientrarci attraverso un passaggio interno e nel pomeriggio l’università ha chiesto l’intervento della polizia, che l’ha sgomberata caricando i ragazzi nella vicina piazza Verdi e in via Zamboni, sede di molti corsi universitari, in pieno centro, per poi inseguirli in via Petroni, dove gli autonomi del Cua hanno continuato a lanciare pietre e oggetti all’indirizzo degli agenti del reparto mobile.
Si apre con incidenti seri questo febbraio che segna anche un anniversario importante nella storia dei gruppi antagonisti che a Bologna rivendicano apertamente la propria discendenza dalla ribellione che, nel marzo di quarant’anni fa, incendiò la città vetrina del comunismo italiano. Successe dopo che un carabiniere sparò a uno studente di Lotta continua, Francesco Lorusso, lasciandolo cadavere in via Mascarella, a poca distanza dagli scontri di ieri. Su un muro di via Zamboni del resto, proprio di fronte al numero 36, sede di Lettere e di un’aula che è rimasta nelle mani del Collettivo universitario autonomo per più di dieci anni campeggia un enorme murale colorato che ritrae proprio il volto di Lorusso, sullo sfondo di agenti in divisa e bandiere rosse. Il Cua è pure responsabile del blitz contro il professor Panebianco, reo di aver pubblicato un articolo sul Corriere della sera non gradito al movimento (ndr). Incidenti si erano verificati poche settimane fa anche davanti alla sede della mensa, teatro delle proteste dei collettivi per i prezzi a loro dire troppo alti. Stavolta invece il casus belli è stato fornito dalla decisione dell’ateneo di aumentare i controlli sugli ingressi nella biblioteca di lettere, aperta nelle ore serali, mediante tornelli contestatissimi dai soliti collettivi. Cua e Labàs in particolare si sono mobilitati contro le nuove misure di sicurezza e hanno divelto una porta intera pur di rimuovere gli odiati tornelli.
Trovata sprangata la porta nella mattinata di ieri, sono riusciti a farvi ritorno finché le autorità universitarie non hanno chiesto lo sgombero alle forze dell’ordine. Sono volati spintoni e manganellate e la pagina Facebook del Cua parla di feriti e di fermi, dopodiché i disordini sono proseguiti lungo le vie vicine, con qualche centinaio di ragazzi che ha cercato di fare barricate con i cassonetti, ripiegando velocemente ogni volta che la polizia caricava. Dopo le cariche all’interno della facoltà, un’ottantina di studenti si è anche barricata in un’altra aula, mentre i portavoce del Cua parlavano di interruzione di pubblico servizio messa in atto dall’ateneo e promettevano di non abbandonare il terreno dello scontro neanche per la notte. Per tutto il pomeriggio, gli scontri sono stati filmati, fotografati e postati sul profilo Facebook dagli stessi militanti, com’è prassi per ogni episodio di contestazione. A rendere ancora più incandescente la situazione, la circostanza che è stata l’università a chiamare la polizia. Non succedeva da moltissimi anni, non è esattamente un buon segno nel quarantennale del Settantasette, anniversario a cifra troppo tonda perché i collettivi si lascino scappare l’occasione di celebrarlo degnamente, come vanno annunciando da diversi mesi.