Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 10 Venerdì calendario

Un muro di vetro proteggerà la Torre Eiffel dagli attentati

PARIGI Durante gli Europei 2016, orribili griglie metalliche hanno circondato i giardini della Tour Eiffel, vicino alla «fan zone» che ha accolto allo Champs de Mars milioni di persone. Quella soluzione provvisoria verrà sostituita, in modo definitivo, probabilmente da un muro di vetro anti-proiettile altro due metri e mezzo. «Ma stiamo studiando la migliore soluzione – dice Jean-François Martins, responsabile del Turismo nella giunta comunale della sindaca Anne Hidalgo —. Potremmo considerare anche una cancellata di ferro come quella dei Giardini del Lussemburgo. Dobbiamo unire efficacia e rispetto della bellezza del monumento».
La nuova barriera racchiuderà tutto il perimetro dei giardini, e ricorderà anche ai turisti lo stato di emergenza nel quale la Francia vive dopo gli attentati del 13 novembre 2015. Per avvicinarsi alla Tour Eiffel bisognerà passare attraverso punti di controllo dove permettere l’ispezione delle borse. Solo così si potrà superare il muro. Il simbolo di Parigi verrà protetto, e inevitabilmente separato dal resto della città.
«Parigini e visitatori recupereranno una vista molto piacevole sul monumento dal parco dello Champ de Mars e dal ponte Iéna», aggiunge Martins. Ma al di là della questione estetica, il punto è «impedire le intrusioni di individui o di veicoli». Questo è il tasto più delicato. Il 14 luglio 2016 a Nizza, sulla Promenade des Anglais colma di folla per i fuochi artificiali, 85 persone furono investite e uccise da un terrorista islamico che usò un Tir come un’arma, seguendo il suggerimento dei vertici dell’Isis. Poi c’è stata la strage di Berlino al mercatino di Natale, il 19 dicembre, quando un altro camion fece 12 morti.
Centinaia di persone ogni giorno fanno la fila davanti alla biglietteria e agli ascensori della Tour Eiffel, il monumento all’aperto più visitato del mondo con 7 milioni di ingressi l’anno. Proprio accanto scorrono le auto sulla strada a sei corsie del Quai Branly, lungo la Senna: un jihadista oggi potrebbe piombare sulla folla molto facilmente. Per questo verranno apportate anche delle modifiche alla circolazione. Secondo il Parisien il totale degli interventi costerà circa 20 milioni di euro.
Blindare la Tour Eiffel è anche una risposta alle critiche rivolte alle autorità dopo la strage di Nizza. Nessuna barriera in cemento era stata prevista per impedire l ’accesso di un veicolo alla Promenade, diventata quella sera zona pedonale. Due giorni dopo, le barriere apparirono a Parigi per proteggere i ristoranti lungo la rive gauche della Senna.
Le autorità sembrano procedere passo per passo, tra il desiderio di non fare il gioco dei terroristi allarmando la popolazione e la necessità di proteggerla. Ma i punti sensibili sono infiniti. Per esempio, si intensificano le misure di sicurezza all’ingresso del museo d’Orsay, e così si formano code di centinaia di persone possibili bersagli di un terrorista. Secondo il comune «Louvre e Notre Dame sono meno esposti» e per il momento non verranno toccati. La Tour Eiffel, obiettivo assoluto in tutti i video della propaganda jihadista, va protetta per prima.