ItaliaOggi, 10 febbraio 2017
Diritto & Rovescio
La foto è desolante. Nell’imponente Aula magna del Palazzo di Giustizia di Milano, con la sue poltroncine rosse, impettite come se fossero tanti soldatini, si sono dati convegno quattro gatti, dispersi e quasi intimoriti. Era il pubblico sconsolato del convegno impettito e autoreferenziale sull’eredità di «Mani pulite 25 anni dopo». Neanche Tonino Di Pietro è riuscito a spostare del pubblico. Déjà vu anche lui, poraccio. Gli organizzatori e gli otto (!) relatori nel proporre, ai 32 presenti, questa iniziativa, non hanno tenuto conto che il tempo, oggi, passa in fretta. Venticinque anni, sono un quarto di secolo. Due generazioni, almeno, con il metro attuale. E per gli anziani, Mani pulite è stato un evento troppo a lungo strombazzato per poter fare ancora notizia. Più che un convegno quindi questo incontro sembrava una commemorazione. Senza catafalco. La gente di oggi però non ha più voglia di rendere omaggio a nessuno. Immaginarsi a chi contava. È amaro, forse, ma è così. Avanti un altro.