La Stampa, 9 febbraio 2017
Bruno Vespa: «La verità sul mio stipendio»
Caro Direttore,
capisco che se un giornale viene in possesso (seppure impropriamente) di dati personali come quelli sulle retribuzioni, decida di pubblicarli. Ma uno dei principi cardine del diritto alla privacy è che i dati siano almeno esatti. Evidentemente gli informatori di un giornale serio come «La Stampa» non hanno rispettato questa norma o gli autori dell’articolo li hanno male interpretati, procurandomi un danno irreparabile come quello di veder scritto nel titolo dell’articolo di ieri «Ogni speciale di Porta a Porta frutta a Vespa 89.250 euro». Cifra clamorosamente falsa, come si può facilmente dimostrare. Ma andiamo con ordine.
1. Il mio contratto triennale 1.9.14 – 31.8.17 con la Rai prevede per l’esclusiva televisiva un minimo garantito di 1.300.000 euro lordi (e non di un 1.800.000 come scritto nell’articolo) e un massimo di 1.800.000 euro lordi con un taglio del 18.18 per cento sui massimi e del 15.38 per cento sul contratto del triennio precedente.
2. È vero che il 18 luglio scorso mi sono stati corrisposti 760 mila euro come conguaglio per il periodo 1.9.2014-28.4.2016. Si tratta di quasi due anni, ma è folle scrivere che ogni «speciale» mi avrebbe fruttato 89.250 euro. In realtà per ciascuna delle sette prime serate mi è stato corrisposto un compenso lordo di 30 mila euro e per ciascuna delle seconde serate aggiuntive 11.700 euro.
3. Dal 29.4.2016 al 31.8.2016 ho maturato (per venti seconde serate aggiuntive, due Speciali Elezioni e cinque prime serate) 419 mila euro e la Rai me ha corrisposti 239.600, come scritto da «La Stampa». La differenza non percepita è di 180 mila euro. Questo vuol dire che – avendo superato il massimo previsto dal contratto – ho condotto gratuitamente sei prime serate. E certo non me ne pento, essendo impensabile che un giornalista si tiri indietro rispetto ad emergenze e comunque a quanto gli chiede la sua azienda. In linea teorica potrei recuperare questa cifra entro il prossimo 31 agosto. Ma le prestazioni già eseguite e quelle previste non lo renderanno possibile.
4. Mi permetto di aggiungere che «Porta a porta» è uno dei pochi programmi prodotti interamente all’interno della Rai (e ne siamo orgogliosi), non rientra pertanto nel gioco di agenti e delle case di produzione. Nonostante la perdita del giovedì, suo appuntamento migliore, resta leader incontrastata della seconda serata, fa fronte con immediatezza a qualunque emergenza, è il meno costoso tra programmi analoghi ed è ampiamente coperto dalla pubblicità.
Bruno Vespa