Il Messaggero, 9 febbraio 2017
Turismo, infrastrutture e posti di lavoro. La Capitale e un’occasione da 487 milioni
ROMA Il 14 dicembre del 2015 l’Italia compì una straordinaria impresa politico/sportiva, aggiudicandosi il diritto a ospitare la Ryder Cup del 2022, precisamente a Roma, presso il Marco Simone Golf Club. In pochi, in quei giorni, compresero l’importanza di quello storico successo. In Italia, del resto, il numero dei tesserati è ancora modesto, così come ridotta è la conoscenza del golf al grande pubblico. A poco più di un anno da quel giorno, è grave, oltre che deprimente, riscontrare che non tanto l’opinione pubblica, quanto una parte della politica non abbia ancora colto la straordinaria opportunità che la manifestazione rappresenta per il Paese. Tanto per chiarire, la Ryder Cup è l’evento sportivo internazionale inferiore, per importanza e visibilità, solo a Olimpiadi e Mondiali di calcio. Prima di parlare dell’impatto economico e sportivo che l’evento è capace di produrre, vale la pena ricordare cosa sia la Ryder Cup. Nonostante il golf sia uno sport rinomato per la ricchezza dei montepremi e i guadagni dei giocatori, nella Ryder Cup non ci sono soldi in palio. Ogni due anni i migliori 12 giocatori degli Stati Uniti e altrettanti dell’Europa si sfidano durante tre appassionanti giorni di gara. Il fascino che dal 1927 contraddistingue la Ryder Cup è unico.
FORMAT COLLAUDATO
Alternando la sede ogni biennio tra Europa e Stati Uniti, tutto si trasforma come per magia: da sport individuale, diventa un agguerrito e sentitissimo gioco di squadra. L’ultima edizione, settembre 2016, si è disputata in Minnesota con la vittoria dei padroni di casa degli Stati Uniti. Come sempre, è stato un successo di pubblico, sia sul campo di gara (290 mila spettatori ad Hazeltine) sia per gli ascolti televisivi. Se il confronto con le potenzialità americane potrebbe essere ritenuto fuorviante, vale la pena citare alcuni numeri dell’edizione precedente che, nel 2014, si disputò in Europa, precisamente in Scozia a Gleneagles. Gli spettatori all’interno del golf club scozzese furono 250 mila, di ben 96 Paesi diversi, 950 i media accreditati. L’evento è stato trasmesso in diretta in 140 nazioni, raggiungendo mezzo miliardo di case. La manifestazione si racchiude in sei giorni, tre di gare più tre di prova campo, compresa la cerimonia d’apertura, ma; più che altro, la forza della Ryder Cup è rappresentata da ciò che è capace di portare al Paese ospitante prima, durante e dopo.
VOLANO PER L’ECONOMIA
Uno studio della KPMG Advisory ha redatto una stima degli impatti diretti e indiretti, dal 2016 al 2027, derivanti dalla sua organizzazione. Ebbene, tale stima arriva alla cifra di 487, 4 milioni di euro con un incremento dell’occupazione di 4850 unità. Sono numeri importanti che un Paese come il nostro non può e non deve trascurare. Dopo il no alle Olimpiadi di Roma 2024, la Ryder Cup rimane una straordinaria opportunità per dimostrare come l’Italia sia assolutamente in grado di ospitare e organizzare grandi eventi. È impossibile ignorare le significative ricadute in investimenti, turismo e nuovi posti di lavoro. Il giudizio non può basarsi su concetti di facile populismo. Il progetto Ryder Cup è un percorso lungo che porta benefici ad ampio raggio, su Roma e su tutto il territorio italiano, dove al momento ci sono 415 campi da gioco. Il golf non è solo pratica sportiva, vuol dire turismo. Ci sono 65 milioni di golfisti (è lo sport individuale più praticato al mondo) e giocare a golf vuol dire viaggiare. Tutti gli appassionati saranno spinti a visitare l’Italia e Roma non solo durante la manifestazione ma prima e dopo l’evento, come avvenuto in tutte le altre location che hanno ospitato la manifestazione. Dal momento dell’assegnazione, il Marco Simone ha già incrementato i suoi green fee in maniera esponenziale, con gruppi provenienti da ogni latitudine. Un dato non deve passare inosservato: le spese di un giocatore di golf sono al 15% per l’attività sportiva mentre il 75% delle restanti spese contribuiscono invece ad arricchire l’economia locale (alloggio, trasporti interni, rental car, shopping, bar, ristoranti.). Se l’impatto e la convenienza dal punto di vista economico è evidente c’è un altro aspetto che non va sottovalutato e che ci riguarda più da vicino. La Ryder Cup permetterà una maggiore diffusione di questo sport nel nostro Paese, fugando gli stereotipi di attività destinata a ricchi e vecchi. Il golf, come tutte le discipline sportive, non solo è un’autentica palestra di vita, ma ha aspetti salutari che varrà la pena trasmettere nei prossimi anni a giovani e meno giovani.