ItaliaOggi, 9 febbraio 2017
Diritto & Rovescio
Un giovane di colore (né pregiudicato, né colpevole di resistenza) è stato duramente malmenato dalla polizia francese nella periferia parigina. La zona dove è avvenuta l’operazione è molto difficile. Dovendo controllare (e, nel caso, contrastare diversi giovani potenzialmente pericolosi) è comprensibile che la polizia possa ricorrere alle maniere forti (non a caso essa detiene, se esercitata nel rispetto delle leggi, il «monopolio della forza»). Ma se la polizia, ripresa dalle telecamere, com’è successo in questo caso, oltre a manganellare il resistente (se poi lo era, un resistente) infila anche un manganello nell’ano del fermato, provocandogli lesioni gravi con una prognosi di 60 giorni (ma sarebbe bastato il gesto), allora siamo di fronte a una violenza vera e propria. Ed è inaccettabile che Marine Le Pen, che è candidata a diventare presidente della Repubblica, sia andata alla stazione di polizia per «esprimere la sua solidarietà». La solidarietà ai poliziotti stupratori è la più feroce delle offese ai moltissimi poliziotti che fanno il loro dovere. Altrochè. Povera Francia.