ItaliaOggi, 8 febbraio 2017
I populisti tedeschi sono colti
Per i populisti dell’AfD vota il pensionato al minimo, depresso e arrabbiato, vota chi è stanco dei dodici anni dell’era Merkel, vota chi ha paura degli islamici, chi è razzista a sua insaputa, e anche i neonazi, delusi dal loro partito. Un po’ di tutto come accade in ogni movimento populista, però con i loro colleghi italiani c’è una differenza.
Non sentirete mai un leader dell’Alternative für Deutschland sbagliare un congiuntivo. Sono professionisti, avvocati, piccoli imprenditori, insegnanti, e anche giornalisti. Non tutti, ma molti. E leggono. Per questo sono pericolosi.
Non so quanti deputati frequentano la biblioteca della camera, a due passi dal Pantheon. È ottima ed ha una vastissima scelta di riviste straniere, anche di quotidiani, questi non sempre freschi di giornata, ma non è colpa degli addetti alla biblioteca. Se gli onorevoli li leggessero eviterebbero più di uno strafalcione sull’Europa.
A Berlino, nella Fasanenstrasse, una delle vie più belle, una traversa della centralissima Kurfürstendamm, si trova in un palazzo ottocentesco la Bibliothek des Konservatismus, una biblioteca dell’ideologia di destra. Ed è sempre molto affollata. Il palazzo di sette piani è stato comprato nel 2013 dall’armatore di Amburgo Folkard Edler, 80 anni, per 3,6 milioni di euro. Ogni anno Edler e sua moglie donano all’Afd 50 mila euro. Edler ha sempre cercato di non apparire in primo piano sulla scena politica, e ha preferito acquistare il palazzo non a suo nome, ma attraverso una società. I libri occupano tutto il primo piano, e alcuni vani per gli uffici al secondo, ma gli affitti dei restanti appartamenti vengono versati a una fondazione che li adopera per mantenere la biblioteca. In tutto, circa 10mila euro al mese.
Nell’ottobre scorso, l’Afd ha tenuto qui un suo convegno. Negli scaffali sono conservati oltre 30 mila volumi, dal primo Ottocento ai giorni nostri, da «Reden an die Deutsche Nation», di Johann Gottlieb Fichte ai recentissimi saggi sull’euro o sull’Islam. Si trovano le opere di Carl Schmitt e quelle di Ernst Jünger, anche se dubito che i due avrebbero mai pensato di votare per l’AfD. Jünger era molto vicino agli ufficiali che complottarono con Hitler il 20 luglio del 1944, e riceveva nella sua villa nella Foresta Nera sia Helmut Kohl che François Mitterrand. I frequentatori della biblioteca, scrive Der Spiegel, sono più uomini che donne, e più pensionati che giovani, il che confermerebbe l’idea che si ha sugli elettori dell’AfD.
La Biblioteca ha in programma ogni settimana conferenze sui temi più svariati, dall’aborto a Lutero, dalla strategia della Nato nell’era di Donald Trump, all’opera di Richard Wagner. O saggi sul ’68, visto da una prospettiva non troppo politicamente corretta.
Il direttore, Wolfgang Fenske, 47 anni, ha studiato teologia luterana, e per qualche anno ha scritto per Junge Freiheit, una rivista della destra. «Quale è il fine della biblioteca? Conservare opere degne di essere salvate, risponde». Il pensiero dominante tra gli intellettuali è orientato a sinistra, così è difficile trovare opere di segno opposto che non vengono ristampate e finiscono fuori mercato.
Non tutti i frequentatori della biblioteca voteranno per l’AfD il prossimo 24 settembre, e non tutti sono contro l’euro e i profughi. Diversi appartengono alla minoranza culturale liberale e conservatrice.» Non è possibile verificare, ovviamente. È più inquietante o più rassicurante un estremista che legge?