Libero, 8 febbraio 2017
Tags : Gran Bretagna Brexit
La Gran Bretagna crescerà più di tutti
Perfino gli analisti, quelli per cui la Brexit sarebbe stato l’ingresso di Londra nella catastrofe economica, intravedono ora per la Gran Breta-
gna un futuro radioso. La Brexit per la verità non è nemmeno iniziata ma è bastato l’ottimismo dei risultati economici registrati in questi mesi a far virare il barometro verso il bel tempo, con previsioni senza particolari perturbazioni da qui fino addirittura al 2050.
Secondo uno studio del-
la Pwc (Pricewaterhouse-
Coopers), una delle quattro società di revisione più importante del mondo, nei prossimi 30 anni la Gran Bretagna crescerà più di qualsiasi altro membro del G7. Mediamente registrerà un +1,9% annuale di avanzata del Pil, contro l’1,8% del Canada e degli Stati Uniti, l’1,6% della Francia, l’1,3% della Germania, l’1% dell’Italia e lo 0,9% del Giappone. La Gran Bretagna sarà l’unico Paese occidentale a tenere testa ai mercati emergenti che continueranno la loro avanzata fino in molti casi a sopravanzare grandi economie come quella tedesca, giapponese e americana. Questo grazie soprattutto, dice John Hauksworth, capo economista della Pwc, «a fattori demografici favorevoli e a un’economia relativamente flessibile rispetto agli standard europei». Una caratteristica, quest’ultima, resa evidentemente possibile dalla libertà di azione di cui Londra potrà godere dopo essersi svincolata dall’abbraccio mortale, in termini economici e politici, dell’Europa.
Per contro, mentre secondo lo schema riprodotto la Gran Bretagna manterrà sostanzialmente la sua attuale posizione tra le economie mondiali in termini di Pil a parità di potere d’acquisto, la Germania cadrà dal quinto posto attuale al nono, la Francia dal decimo al dodicesimo, l’Italia addirittura dal dodicesimo attuale al ventunesimo.
Secondo lo studio l’irreversibile declino dell’Europa sarà sostituito dall’irrefrenabile ascesa di Paesi come l’India e l’Indonesia, oltre che della Cina già potenzialmente prima economia mondiale. Nel novero c’è anche il Brasile, anche se per la verità la situazione attuale del Paese non lascia presagire un futuro radioso, almeno nel breve termine.
Ma qui si sta parlando di medio e lungo termine e per Londra decisiva in questa partita sarà da una parte la libertà di stringere legami commerciali con i Paesi a più alta crescita, dall’altra la possibilità di attrarre investimenti e cervelli. Proprio in questa direzione vanno i piani del governo inglese sulla Brexit ora in discussione al Parlamento inglese.