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 2017  febbraio 08 Mercoledì calendario

La super manager cinese: in 26 anni di carriera mai un giorno di ferie

PECHINO Il suo volto è sulla copertina di Forbes China nell’edizione dedicata alle 100 prime donne nel campo degli affari cinese. Si chiama Dong Mingzhu ed è presidente della divisione elettrodomestici del gigante Gree, il più grande produttore di condizionatori d’aria della Cina. La signora Dong, 62 anni, oltre ad essere in cima alla classifica ha un altro record: negli ultimi 26 anni sostiene di non aver preso neanche un giorno di ferie. «Perché per rendere il mondo un posto migliore, un numero ristretto di persone deve fare sacrifici; mi riposerò quando sarò in pensione».
Dong dice di non essere mai potuta andare alle cerimonie scolastiche del figlio, da quelle di fine anno all’asilo fino a quella per la promozione nel «Gaokao», l’esame di maturità che è un momento fondamentale per le famiglie cinesi. La signora è rimasta vedova nel 1984, quando il figlio aveva solo due anni e come moltissime altre madri della Repubblica popolare impegnata a inseguire il successo economico ha affidato il bambino alla nonna.
«La gente dice che l’ho trascurato per la carriera, ma non sa che da piccolino lo portavo dappertutto, stava con me anche 24 ore al giorno. Per le madri è più dura che per i padri». Dicono che lui, oggi avvocato di 34 anni, sia un figlio devo-to.
Un carattere forte: nei molti articoli che le hanno dedicato i giornali cinesi si legge che da ragazza Dong voleva entrare nell’esercito, invece si laureò in Scienze statistiche e le fu assegnato un impiego amministrativo in una fabbrica chimica di Nanchino. Non era soddisfatta: nel 1990, a 36 anni, partì per il Guangdong, trovando lavoro alla Gree, che però era in crisi, come molte aziende statali disorientate dalla grande apertura all’economia di mercato ordinata da Deng Xiaoping. Da allora nessun giorno di vacanza.
Si racconta che Dong fu messa all’ufficio vendite in una primavera particolarmente fredda, durante la quale i colleghi per piazzare i condizionatori offrivano ribassi del 20 per cento sul prezzo; lei invece no, niente sconti, e riuscì a vendere lo stesso la sua quota di prodotti. Poi si fece apprezzare nel ramo recupero crediti, anche qui senza sconti. Cominciò a fare carriera, fino a essere no-minata presidente nel 2001. «Dove passa Dong non cresce più l’erba», «quando si mangia qualcuno non sputa nemmeno le ossa», hanno detto di lei alcuni concorrenti maschi spesso citati dalla stampa di Pechino.
Oggi la Gree è quotata in Borsa, ha un valore di mercato di 22 miliardi di dollari, 70 mila dipendenti, il 40% dei condizionatori venduti in Cina escono dalle sue catene di montaggio. Dong ha anche l’ambizione di trasformare l’azienda in un brand globale: ha aperto fabbriche in Vietnam, Pakistan, Brasile.
Ha provato ad ampliare l’offerta con gli smartphone, immaginato di sbarcare nel settore delle automobili elettriche. Ma l’anno scorso ha dovuto rimangiarsi un’offerta da due miliardi di dollari per l’acquisizione di un’azienda specializzata in auto elettriche, sotto la pressione degli azionisti intimoriti. Le hanno imposto di occuparsi solo degli elettrodomestici.
Ha scritto un’autobiografia diventata bestseller in Cina: «Ricerca senza rimpianti».