La Stampa, 8 febbraio 2017
Sarkozy a giudizio per le fatture false. Ora rischia un anno
Rinviato a giudizio con l’accusa di finanziamento illegale della sua campagna elettorale per le presidenziali del 2012. Dalla procura di Parigi arriva una nuova tegola per Nicolas Sarkozy, ritiratosi dalla politica dopo la recente esclusione nelle primarie della destra. Ora l’ex capo di Stato rischia un anno di carcere e una pesante ammenda.
Ci sono altri 13 imputati tra i quali ex responsabili del partito Ump, della campagna presidenziale e della società di comunicazione Bygmalion, a cui venivano intestate false fatture. Il legale di Sarkò ha già annunciato che farà ricorso.
È la seconda volta nella storia della quinta Repubblica che un ex presidente francese viene rinviato a processo. Nel 2011 Jacques Chirac era stato condannato a due anni con la condizionale per aver retribuito alcuni membri del suo partito per lavori pubblici fittizi.
L’inchiesta Bygmalion è partita nel 2014 quando fu scoperto un vasto sistema di false fatture per dissimulare il superamento del tetto delle spese autorizzate, fissato in 22,5 milioni di euro. Lo scopo di questo sistema era permettere a Sarkozy di recuperare il ritardo su Hollande – che avrebbe poi conquistato l’Eliseo – evidenziato dai sondaggi. L’ex presidente avrebbe tenuto 44 comizi tra gennaio e maggio 2012 proprio per questo motivo, superando di circa 20 milioni di euro il massimo autorizzato. Secondo i giudici Sarkò non poteva non sapere dello sforamento del tetto. Le Monde ha rivelato che «era stato informato almeno due volte»