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 2017  febbraio 07 Martedì calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - ANCORA SULL’ECONOMIA E LO SPREADMILANO - Ore 16:40. Lo spread ripiega sotto quota 200 punti dopo la fiammata di ieri, con il ritorno ai livelli del febbraio 2014

APPUNTI PER GAZZETTA - ANCORA SULL’ECONOMIA E LO SPREAD

MILANO - Ore 16:40. Lo spread ripiega sotto quota 200 punti dopo la fiammata di ieri, con il ritorno ai livelli del febbraio 2014. Dopo un’apertura in rialzo, il differenziale con i bund tedeschi arretra sotto quota 195 punti base, con il rendimento dei nostri Btp al 2,3%. "Le vicende di questi ultimi giorni e di queste ultime ore ci ricordano in modo sgarbato come un Paese ad alto debito non possa non occuparsi della sua discesa", ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. "Per il governo la riduzione del debito resta un obiettivo centrale". A contribuire alle tensioni sui titoli di Stato, la minaccia Frexit evocata da Marine Le Pen, lo spettro di un’Europa divisa dopo le parole di Angela Merkel, che ha auspicato un’Unione a due velocità e le incertezze sulla stabilità di alcuni governi, primo fra tutti quello italiano.
Piazza Affari è in lieve rialzo dopo un avvio in leggera flessione: il Ftse Mib guadagna lo 0,25% a meno di un’ora dalla fine delle contrattazioni. Nervosa Fca, che viene anche sospesa in avvio di contrattazioni dopo che ieri le autorità francesi hanno ipotizzato l’apertura di un’inchiesta per le anomalie nelle emissioni di alcuni veicoli diesel. Il titolo torna poi agli scambi restando debole. Flessione generale per tutti i titoli del comparto bancario. La possibile scalata di Intesa a Generali continua a tenere banco, ma Ca’ de Sass continua a mostrarsi pubblicamente molto cauta.  "Non hanno niente da cui difendersi". ha risposto il presidente di Intesa SanPaolo Gian Maria Gros-Pietro a chi gli chiedeva se i vertici dell’istituto avessero letto come difensiva l’acquisizione del 3% dei diritti di voto della banca da parte di Generali. "Se ci sarà una valutazione di opportunità a fare delle combinazioni con Generali lo faremo sapere. E allora, poi, il mercato potrà giudicare".
Anche le altre Borse europee girano in positivo invertendo l’incertezza dell’apertura: Londra guadagna 0,7%, Francoforte lo 0,8% mentre Parigi scivola appena sotto la parità. Prosegue invece la fase di indebolimento dell’euro. La moneta europea viene scambiata questa mattina a 1,0666 dollari dopo che ieri il presidente della Banca Centrale Mario Draghi ha difeso a spada tratta la divisa unica ricordando che l’euro "ci tiene uniti in tempi di chiusure nazionali". Wall Street tratta in moderato rialzo con l’indice Dow Jones che avanza dello 0,35%, il Nasdaq accodato a +0,3% e lo S&P che guadagna lo 0,25%.
Sul fronte degli appuntamenti macroeconomici è molto sotto le attese il dato sulla produzione industriale tedesca di dicembre: l’indice è sceso del 3% rispetto al mese precedente quando era salito dello 0,5%, lontanissimo dal +0,3% atteso dagli analisrti di Bloomberg. Si tratta del peggior calo dal 2009. Un dato in controtendenza con quello degli ordinativi diffuso ieri e sempre relativo al mese di dicembre che  si è rivelato molto al di sopra delle previsioni degli analisti. L’Istat annota un miglioramento delle prospettive economiche per l’Italia, nella sua nota mensile. Pressoché invariato rispetto rispetto al mese precedente il dato della bilancia commerciale Usa, che nel mese di dicembre segna un passivo pari a 44,3 miliardi di dollari. Gli analisti si attendevano un dato di deficit prossimo ai 45 miliardi di dollari, sostanzialmente in linea con i -45,2 miliardi del mese precedente.
Il prezzo del petrolio torna a flettere a New York, spinto dal ribasso dall’aumentata produzione di shale oil Usa, che controbilancia i tagli alla produzione Opec. Al Nymex il Light crude Wti perde 88 cent a 52,13 dollari, il Brent arretra di 80 cent a 54,94 dollari al barile. Le turbolenze dei mercati mantengono le quotazioni dell’oro ai massimi degli ultimi tre mesi. Il metallo con consegna immediata viene scambiato a 1231 dollari l’oncia.
In mattinata l’indice Nikkei della Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,35% a 18.910,78 punti. Il mercato azionario giapponese si è indirizzato al ribasso, nel quadro di un rilancio del ruolo dello yen come bene-rifugio.PUBBLICITÀinRead invented by Teads La divisa nipponica è salita ai massimi da due mesi sul dollaro e ai massimi da oltre un mese sull’euro. Il ritorno di una certa avversione al rischio ha penalizzato altre piazze azionarie asiatiche, appesantite anche dal precedente arretramento di Wall Street e delle Borse europee.