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 2017  gennaio 26 Giovedì calendario

George va nella scuola delle piccole pesti

Londra, gennaio
Si piazzano sugli scalini in fila indiana, ordinati e disciplinati come una truppa di soldatini. Zazzere bionde, lentiggini su facce pallide e vispe. Sono abbigliati come damerini: cappotto grigio doppio petto, cravatta rossa, calzoncini corti. Fuori c’è un grado sotto lo zero. «Olly, ti ho detto di chiudere la porta e non l’hai fatto!», rimprovera fermo il maestro. Olly non se lo fa dire due volte e torna indietro a eseguire l’ordine. Sempre in fila, escono tutti insieme per una passeggiata.
Hanno tra i 4 e i 7 anni, esclusivamente maschietti, e sono i futuri compagni di scuola del principe George che a settembre inizierà a frequentare la Wetherby pre-preparatory school di Notting Hill, a Londra, a dieci minuti dalla residenza di Kensington Palace. Una sorta di istituto preparatorio per la scuola vera e propria. Ma non uno qualsiasi. È lo stesso che hanno frequentato i principi William e Harry ed è uno dei più esclusivi della capitale, noto per aver ospitato diversi futuri primi ministri nonché i figli di David Beckham. Il tutto costa 24 mila euro all’anno, ma apre le porte di un circolo super esclusivo che garantisce al piccolo studente un futuro brillante. Eppure la Wetherby è finita sui giornali inglesi non per merito del suo programma scolastico, ma per la disperazione dei vicini.
RUMORI INTOLLERABILI
Questi, spazientiti dagli schiamazzi dei ragazzini e dalla loro indisciplina, hanno mandato una lettera al municipio per lamentarsi. «La scuola produce un’odiosa cacofonia di bambini urlanti», scrivono i residenti. «Il livello di rumore e il lancio di palloni e altri giocattoli nei vicini giardini è sempre più intollerabile. Anche con le finestre chiuse non ci si salva».
Bisogna capirli. Pembridge square è un fazzoletto nitido e immacolato a due passi da Portobello Road. Qui una casa con tre stanze da letto, per dire, costa quasi 6 milioni di euro. Le facciate delle villette vittoriane sono impeccabili, non ci sono neppure bidoni della spazzatura che potrebbero sciupare l’immagine. Al centro della piazza siede un giardino rettangolare, riservato ai residenti, dove i ragazzini vanno a giocare ogni giorno. Non solo. La scuola stessa è dotata di uno spazio all’aperto sul retro, adibito a parco giochi, dove i più piccoli sono liberi, a detta dei vicini, di comportarsi da teppistelli.
Va detto che, oltre alla Wetherby, nella piazza hanno sede altre due scuole (appartengono tutte allo stesso gruppo), una delle quali è un asilo. Difficile giudicare chi produca il rumore. E nella mattinata che noi abbiamo trascorso nei paraggi non abbiamo sentito volare una mosca. Anzi, quei ragazzini in fila indiana ci hanno fatto un po’ tenerezza nella loro rigidità. Che poi si scatenino nell’intervallo o durante i giochi è davvero il minimo. George, che più volte il padre William ha definito un monello, si troverà bene. E oltre a deturpare la quiete del vicinato imparerà il francese e studierà design, tecnologia, drammaturgia, musica e arte, e giocherà a rugby, cricket e hockey, come mamma Kate.
Dalle finestre dei cinque piani dell’istituto si intravedono gli artefatti dei bambini, festoni colorati, palle di cartapesta, decorazioni appese ai muri e disegni. Almeno in questo sembra un asilo come un altro. Ed è in parte per offrire al principino la miglior educazione possibile che in estate i duchi di Cambridge lasceranno la residenza di campagna di Anmer Hall per tornare a Kensington Palace a Londra. La piccola Charlotte potrebbe iniziare l’asilo, a due porte di distanza dal fratello, e Kate e William diventerebbero, come tutti ormai si aspettano, due royal a tempo pieno. A giugno, infatti, il duca di Cambridge terminerà il suo contratto da elicotterista delle eliambulanze dell’East Anglia e non ha intenzione di rinnovarlo. Le critiche piovute da giornali autorevoli e tabloid, che accusavano la coppia di non lavorare abbastanza, hanno lasciato il segno. E adesso che Elisabetta va per i 91 è ora che l’erede al trono si prenda qualche carico in più sulle spalle.