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 2017  febbraio 07 Martedì calendario

I robot negli uffici pubblici inglesi manderanno a casa 250 mila addetti

Chissà se in cuor suo Marianna Madia ha pensato, anche solo per un momento, ai robot quando ha messo mano alla riforma della pubblica amministrazione. Il ministro ha stretto le maglie dei controlli sui furbetti del cartellino e ora anche l’Inps di Tito Boeri dovrà portare avanti verifiche puntuali sui dipendenti pubblici in malattia: dati e statistiche, infatti, mostrano come i lavoratori del pubblico siano molto più cagionevoli rispetto a quelli del privato...
Tutti problemi che con i robot si eviterebbero.
L’intelligenza artificiale potrebbe far risparmiare un sacco di soldi alla pubblica amministrazione: a pensarla così è il think tank inglese Reform, che nei giorni scorsi ha pubblicato uno studio curato da Alexander Hitchcock, Kate Laycock ed Emilie Sundorph, il quale mette in luce come l’utilizzo dei robot nel pubblico impiego potrebbe rendere il settore statale più efficiente attraverso la sostituzione di 250 mila addetti con i robot nei prossimi 15 anni, per un risparmio entro il 2030 di almeno 4,65 miliardi di euro all’anno.
La forza lavoro pubblica del Regno Unito è di 5,3 milioni di dipendenti, più bassa rispetto ai 6,4 milioni del 2009 e inferiore di circa il 20 per cento in paragone al picco del 1979. L’assenteismo nel pubblico e la propensione ad ammalarsi più facilmente è un costume che esiste anche in Inghilterra: 8,1 giorni di malattia all’anno in media per ogni dipendente pubblico contro i 5,1 nel privato. Ma soprattutto il rapporto evidenzia come l’attuale forza lavoro nel pubblico sia il risultato di un retaggio di approcci del passato, di modi di lavorare che non soddisfano l’esigenza degli utenti finali. «Una mentalità tradizionalista, viene spiegato, non riesce a coltivare una cultura del cambiamento».
L’intelligenza artificiale, secondo Reform, può trovare impiego dai municipi agli ospedali. Uno studio McKinsey, viene ricordato nel documento del think tank inglese, mostra come il 30 per cento dell’attività infermieristica potrebbero essere automatizzate e una simile proporzione si potrebbe applicare in campo medico. L’utilizzo dei droni, poi, attraverso tecnologie di riconoscimento facciale potrebbe essere un valido aiuto per le forze di polizia. E questi sono solo un paio di esempi: la nuova pubblica amministrazione inglese dovrebbe essere costruita, con la tecnologia, secondo le esigenze degli utenti. Questo approccio, ribadisce il think tank, renderebbe ridondanti almeno 248.860 ruoli amministrativi.
«Una così rapida avanzata della tecnologia può sembrare discutibile», ha dichiarato Hitchcock, coautore del rapporto, al quotidiano The Guardian, «così come l’eventuale perdita di posti di lavoro deve essere gestita con sensibilità. Ma il risultato darebbe migliori servizi pubblici, più sicuri, più intelligenti e più accessibili». Insomma, un sogno per i cittadini.