Libero, 4 febbraio 2017
L’anti-Facebook va in Borsa e vale 25 miliardi di dollari
Pronti,
manca poco al debutto in borsa di Snap Inc, la holding che controlla SnapChat, gestore del servizio di messaggistica virtuale popolare per il servizio di messaggistica a scomparsa preordinata, ovvero l’invio di testi e immagini che nel giro di 24 ore scompaiono.
SnapChat, il social network che cresce più rapidamente al mondo, sbarcherà accompagnata da Morgan Stanley e Goldman Sachs. a Wall Street. Il collocamento potrebbe raccogliere fino a 3 miliardi di dollari ed è atteso come uno dei più importanti degli ultimi anni.
La valutazione di mercato viene stimata tra i 20 e i 25 miliardi di dollari, e l’offerta pubblica di azioni potrebbe rivelarsi una delle più ricche della storia della Silicon Valley, molto probabilmente la più ricca dal 2014, anno dell’arrivo in borsa del gigante dell’e-commerce Alibaba. Come nel caso di Twitter, l’entusiasmo si dovrà però scontrare con la capacità concreta di generare utili. L’anno scorso Snap, celebre tra i giovanissimi per i suoi messaggi che si cancellano da soli e gli innumerevoli filtri fotografici, ha chiuso il bilancio con un fatturato di 404 milioni di dollari e una perdita netta di 515 milioni di dollari.
Nella documentazione depositata giovedì sera all’autorità di borsa americana, la Sec, Snap dichiara di avere 158 milioni di utenti quotidiani attivi al quarto trimestre del 2016, in aumento del 48% rispetto all’anno precedente.
Se confrontate con la valutazione, e i margini dell’Ipo, le entrate appaiono ancora modeste. Ma è pur vero che si sono moltiplicate di circa sette volte a 404,5 milioni l’anno scorso rispetto ai 58,7 milioni del 2015. E comunque la società non nasconde una forte perdita: ilpassivo netto degli ultimi dodici mesi è stato superiore alle vendite, pari a 514,6 milioni, peggiorato dai 372,89 milioni del 2015.
La giovane società ha faticato non poco a togliersi quell’aura pruriginosa legata alla possibilità di inviare immagini hot sapendo che nel giro di 24 automaticamente queste sarebbero scomparse. Secondo un report pubblicato dalla rivista Wired (quella che è considerata la bibbia di internet), «solo il 14% degli intervistati ha dichiarato di aver inviato dei “sexy selfie” tramite SnapChat», e appena l’1,6% ha confermato di farlo regolarmente.