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 2017  febbraio 05 Domenica calendario

Statali, stretta sulle assenze e più controlli sui certificati. Ecco le regole per licenziare

ROMA La scure del licenziamento si abbatterà sul dipendente pubblico quando le sue assenze dal lavoro cadranno in occasioni particolari, cioè quando più necessiterebbe la sua presenza: ad esempio, in date strategiche come il G7 di Taormina. Tra le situazioni più a rischio, le gravi e reiterate violazioni del codice di comportamento: quando, ad esempio, si accettano regali costosi o si abusa dell’auto di rappresentanza. E i vizi formali, i cavilli giuridici che tante volte hanno salvato sul filo di lana il lavoratore infedele, non potranno aiutarlo.
I casi da «bollino rosso»
I casi da «bollino rosso» sono contenuti nel decreto che il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, porterà in Consiglio dei ministri a metà febbraio. Il provvedimento punta a evitare che, per colpa di qualche «mela marcia», sia tutta la macchina amministrativa a incepparsi nei momenti clou e a provocare disservizi e disagi per i cittadini. Non si rischia solo per falsa attestazione della presenza in servizio ma si può essere cacciati anche per scarso rendimento (ma solo per chi è già stato richiamato o c’è stata una reiterata valutazione negativa delle performance ). E la sanzione massima si potrebbe attivare anche, nei casi più gravi, per il responsabile dell’ufficio che davanti agli illeciti «si volta dall’altra parte». L’assenza senza giustificazione per più giorni, il rifiuto del trasferimento e la presentazione di documenti mendaci per ottenere il posto sono altre situazioni di non ritorno.
Tempi certi
Nel documento, che qualcuno ha chiamato decalogo, si precisano i tempi per le procedure ordinarie di licenziamento: diminuiscono da 4 a 3 i mesi entro i quali l’accertamento deve essere concluso. In caso di flagranza, il furbetto del cartellino sarà licenziato in 30 giorni e lo stesso tempo verrà calcolato per tutte le altre gravi forme illecite (come la corruzione) nelle quali verrà sorpreso il lavoratore pubblico.
Week-end e pontiLa prima situazione da «alert» con conseguenze che potrebbero rivelarsi estreme è l’assenza nei giorni di venerdì e lunedì che permette ai furbetti della Pa di godersi un bel week-end lungo: questo vuoto diventa ancora più dannoso quando il calendario presenta la possibilità di fare dei «ponti». I tecnici che collaborano con il ministro Madia stanno mettendo la lente d’ingrandimento pure sui periodi «caldi» in cui un’amministrazione statale deve essere al 100% e non può permettersi intoppi per assenze «anomale»: il riferimento è a eventi del calibro del prossimo G7 a Taormina il 26 e il 27 maggio. Altro caso in cui la presenza sarà vigilata è la presentazione delle domande per iscrivere i ragazzi a scuola (quest’anno le richieste online vanno inoltrate dal 16 gennaio al 6 febbraio). Visto che l’obiettivo è combattere fenomeni atipici di assenteismo, il ministero monitorerà anche le scadenze fiscali, come il pagamento del 730 all’Agenzia delle Entrate: quest’anno la dichiarazione dei redditi 2016 va fatta entro il 23 luglio per il 730 precompilato inviato direttamente dai contribuenti. Per commercialisti, Caf e intermediari c’è tempo fino al 7 luglio.
La road-map
Cambia la road-map dell’azione disciplinare. È molto probabile che per le infrazioni di minore gravità, per cui è previsto il solo richiamo verbale, le regole saranno stabilite nei contratti. Al ministero si sta lavorando a una semplificazione dell’iter con una gestione unificata per le sanzioni più gravi. Dovrebbe poi essere confermata la validità dell’articolo 18 per gli statali, nella versione pre Fornero e pre Jobs act. «L’articolo 18 non si tocca», ha sempre detto il ministro Madia. Tuttavia vizi formali, come la violazione dei termini interni al procedimento, non potranno bloccare l’azione, fermo restando il diritto alla difesa. Per la Cgia di Mestre gli sprechi della macchina statale ammonterebbero a 16 miliardi di euro l’anno. Qualcosa si può fare.