La Stampa, 5 febbraio 2017
Modica, settantasette assolti tra i furbetti del cartellino
Quando, nel 2012, la Guardia di finanza annunciò gli esiti dell’operazione anti-assenteismo al Comune, Modica divenne d’un tratto la capitale dei furbetti del cartellino: 104 indagati, quasi tutti gli impiegati in servizio nella sede centrale di palazzo San Domenico, dall’usciere al dirigente. Ieri però il tribunale di Ragusa, in una lotta contro il tempo per evitare la prescrizione, con la sentenza di primo grado ha scritto un’altra storia: quattro condannati, uno in meno rispetto alle richieste del pm, e 77 assolti. Gli altri 22 erano già stati prosciolti dal gup e un altro dipendente aveva a suo tempo patteggiato.
Le condanne per truffa aggravata inflitte dal giudice monocratico Elio Manenti, che aveva dovuto riprendere da zero il processo dopo che il tribunale di Modica era stato chiuso per i tagli, sono pesanti: due anni e quattro mesi ai coniugi Salvatore Giurdanella e Vincenza Spadaro, un anno e 7 mesi a Grazia Casiraro, un anno e un mese a Raimondo Sabellini.
Finora nessuno degli imputati aveva subito provvedimenti disciplinari. Peraltro, tre dei quattro condannati sono già in pensione; per l’unica dipendente ancora in servizio, Vincenza Spadaro, domani mattina il sindaco di Modica Ignazio Abbate insedierà la commissione disciplinare che dovrà intanto sospenderla, in attesa che le motivazioni della sentenza diano gli elementi per decidere o meno il licenziamento. «Che per molti degli imputati sarebbe stato difficile raggiungere la prova piena della colpevolezza era circostanza prevista – dice il legale del Comune, Tommaso Tamburino – e probabilmente, inevitabile; molte delle prove su cui si fondava l’accusa non hanno retto al vaglio dibattimentale. È emerso, tra l’altro, che un ingresso secondario degli uffici comunali non era monitorato da alcuna telecamera di sorveglianza. Per questo il tribunale ha assolto con la formula che corrisponde all’insufficienza di prove del vecchio codice».
«Certo, il segnale che viene fuori non è confortante – dice il sindaco Abbate – perché dopo tutto quello che è accaduto, alcuni di questi dipendenti assolti potrebbero sentirsi rafforzati nel loro modo di agire, nel dire: qui faccio quello che voglio. Speriamo che non accada». Ora però il timore maggiore è che il Comune, che si era costituito parte civile, debba pagare le spese processuali: «Sarebbe una beffa – dice Abbate – sarebbero centinaia di migliaia di euro che il Comune non ha». Nel 2008, il Comune di Modica aveva un numero spropositato di dipendenti, 1040, diventato pietra dello scandalo. Ora, con gli ultimi 78 prepensionamenti, sono 460: «La cosa incredibile – dice il sindaco – è che adesso siamo sotto organico».