Il Sole 24 Ore, 5 febbraio 2017
Il Super Bowl ferma l’America e la Nfl incassa 13 miliardi dollari
La nuova America si prepara all’evento sportivo dell’anno: il Super Bowl. A Houston, in Texas, si affronteranno i New England Patriots e gli Atlanta Falcons.
La finale che decreterà il vincitore della National Football League (Nfl) si giocherà davanti ai 72 mila spettatori dell’Nrg Stadium. L’impianto, inaugurato nel 2002 e costato 449 milioni di dollari, ha già ospitato la finale del 2004. La corsa al tagliando per assistere alla 51a edizione del Super Bowl non ha deluso le attese: sul mercato secondario gli appassionati hanno sborsato in media 5 mila dollari per acquistare un solo biglietto.
Il match verrà trasmesso su scala mondiale in tv e in streaming sulle piattaforme dedicate. Saranno almeno 170 le nazioni in cui si potrà seguire in diretta la manifestazione (compreso lo spettacolo di Lady Gaga a metà partita). In Italia la copertura dell’evento verrà assicurata da FoxSport e Italia 1 a partire da mezzanotte e mezzo. Lo scorso anno 111,9 milioni di telespettatori americani hanno assistito al successo dei Denver Broncos sui Carolina Panthers. In occasione della sfida del 7 febbraio 2016 si sono registrati 16,9 milioni di tweet.
Per l’epilogo della stagione della Nfl gli americani non badano a spese: è stato stimato che nel 2015 i consumatori hanno sborsato 14 miliardi di dollari per l’acquisto di beni e servizi legati all’evento. L’indotto economico per la San Francisco Bay Area, che ospitò il Super Bowl 50, fu di 240 milioni di dollari. La risonanza mediatica del Super Bowl non sfugge alle multinazionali: nel 2016 l’azienda Anheuser-Busch ha speso 33,6 milioni di dollari per promuovere il suo brand durante la finale. Anche quest’anno la pubblicità costa cara, infatti uno spot di 30 secondi costa 5 milioni.
Il giro d’affari della Nfl è in costante crescita: nel 2016 si sono registrate entrate per 13 miliardi di dollari. Il commissario della lega, Roger Goodell, ha percepito un salario di 34,1 milioni di dollari nel 2014; in quattro anni la gestione della Nfl gli ha fruttato 145 milioni, vale a dire 65 milioni in più rispetto a quanto guadagnato dalla stella Drew Brees nello stesso periodo.
Gli introiti principali per il football americano vengono dalla vendita dei diritti per la trasmissione di partite e highlights: nel 2016, da media e piattaforme digitali, sono arrivate risorse superiori ai 7 miliardi di dollari. Il sistema di diffusione delle immagini si distribuisce lungo tre canali: via cavo, via satellite e tramite le piattaforme digitali. Nbc, Cbs, Fox e Espn garantiscono almeno 5 miliardi di dollari allìanno, mentre DirecTV assicurerà 1,5 miliardi a stagione sino al 2022. Per il Thursday Night Football, Cbs e Nbc sono arrivate a pagare un totale di 900 milioni in due anni. Le immagini delle dieci sfide del giovedì, sono molto seguite dagli appassionati, vengono trasmesse anche in streaming su Twitter. Il social network ha siglato un accordo in esclusiva per il 2016, battendo la concorrenza di altri colossi come YouTube, Amazon, Facebook e Yahoo.
Proprio quest’ultima nel 2015 ha speso tra i 17 e i 20 milioni di dollari per i diritti di una sola partita. Cifre che possono sembrare spropositate, ma che trovano riscontro nei dati raccolti dalla Nielsen, secondo i quali 199 milioni di persone nel 2015 hanno seguito l’Nfl.
La lega professionistica è composta da 32 squadre, che si sono spartite nel 2016 ben 7,1 miliardi di dollari (222,6 milioni a testa). Secondo Forbes, in media, l’Enterprise Value (equity più debito netto) di un team Nfl è di 2,3 miliardi. Tra le prime 50 squadre sportive per valore economico ben 27 militano nella Nfl. I Dallas Cowboys, che possono contare su entrate pari a 700 milioni all’anno, sono il team dal valore più elevato: 4,2 miliardi. Per ciò che concerne le finaliste del Super Bowl, l’Ev dei New England Patriots è pari a 3,4 miliardi, una cifra molto più elevata rispetto ai 175 milioni pagati nel 1994 dall’attuale proprietario Robert Kraft. Per ciò che concerne i Falcons, invece, il valore del team di Atlanta si attesta a 2,1 miliardi, quasi quattro volte in più rispetto ai 545 milioni sborsati nel 2002 da Arthur Blank.
La competitività del torneo è garantita dal salary cap (pari a 155,27 milioni nel 2016). Dal 1994, anno in cui è stato introdotto il tetto massimo che ogni squadra può spendere per i salari dei giocatori, ben 13 squadre diverse hanno alzato al cielo il Lombardi Trophy. Il trofeo, che prende il nome dall’ex allenatore Vince Lombardi (scomparso nel 1970), è composto d’argento e viene prodotto dalla Tiffany & Co.
Ad oggi il giocatore Nfl più ricco è Cam Newton: il quarterback dei Carolina Panthers guadagna 53 milioni di dollari a stagione. Newton è il settimo sportivo più pagato al mondo e forse non si dispererà per aver perso l’occasione di giocarsi il Super Bowl, che regala 102 mila dollari a ciascun giocatore vincente. Nel football americano non se la passano male nemmeno gli allenatori, con Sean Payton dei New Orleans Saints e Pete Carroll dei Seattle Seahawks che ricevono uno stipendio annuo di 8 milioni di dollari.