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 2017  febbraio 04 Sabato calendario

Libri, il mercato si trasforma e crea nuove opportunità

Gentile Direttore, ogni giorno sono pubblicati in Italia 145 libri. Ma chi li leggerà, considerato che circa il 55% (30 milioni) della popolazione non ha letto nemmeno un libro nell’ultimo anno?
Da una statistica pubblicata sull’«Economist» è emerso che i Paesi in cui si legge di più sono anche i Paesi all’avanguardia nell’innovazione, nello sviluppo economico, sociale e culturale e dove è poco significativa la corruzione. Mentre in Svezia la percentuale dei cittadini che legge almeno un libro all’anno è del 72%, in Italia si abbassa fino al 42%.
Pertanto i vari misuratori di competitività economica e innovazione vanno di pari passo con gli indici di lettura: in entrambe le classifiche a farla da padrone sono i Paesi del Nord Europa, mentre l’Italia è malinconicamente arroccata agli ultimi posti. Ritengo che in Italia il problema della scarsa propensione alla lettura sia preoccupante anche per un altro dato: l’elevato tasso dell’ analfabetismo di ritorno, riscontrabile soprattutto tra gli insegnanti.
Dopo gli studi universitari, gran parte di loro non prende più in mano un libro e viene così a mancare lo stimolo alla lettura negli studenti proprio da parte di chi dovrebbe indurlo: infatti solo chi legge può trasmettere agli altri il piacere per la lettura.
Mauro Luglio monfalcone (go)


Caro Luglio, poiché stiamo attraversando una fase di trasformazione dei costumi collettivi – anche culturali – non dobbiamo sorprenderci se la mappa della lettura si stia ridisegnando. Se l’«Economist» afferma che l’innovazione è un indicatore legato all’aumento della lettura, una precedente indagine di «Time» sosteneva che proprio le comunicazioni digitali avevano l’effetto inverso, spingendo i giovani a cercare risposte immediate che mal di coniugano con la necessità di tempo per approfondire particolari temi o contenuti. Difficile dire quale delle due interpretazioni sia corretta.
La mia impressione è che lo sviluppo di Internet ha riportato una moltitudine di individui a scrivere e leggere contraddicendo chi fino a poco tempo fa affermava che la scrittura attraversava un irrimediabile declino. La realtà è che oggi gli utenti digitali consumano e producono parole scritte in quantità senza precedenti nella Storia dell’umanità.
La sfida per i libri – in carta o digitali – è riuscire a intercettare questo pubblico. Portando i contenuti ovunque si trovino i loro consumatori. Ovvero, il problema a mio avviso non è tanto la diminuzione dei lettori in valore assoluto quanto la loro distribuzione su più piattaforme che sfuggono alle categorie finora più diffuse. Dobbiamo iniziare a pensare al mercato dei lettori di libri come ad una realtà che si trasforma, creando nuove opportunità.
Maurizio Molinari