Corriere della Sera, 3 febbraio 2017
Raggi otto ore dai pm. E scoppia il caso Romeo
ROMA Doveva spiegare una lunga serie di fatti: se abbia convinto si capirà a breve. Intanto nel corso dell’interrogatorio che si è svolto nella struttura della polizia alla periferia della città per garantirle massima riservatezza, Virginia Raggi ha dovuto rispondere a nuovi interrogativi su una polizza vita da trentamila euro che Salvatore Romeo le ha intestato nel gennaio 2016, sei mesi prima dell’elezione in Campidoglio. «Non ne sapevo nulla», dichiara in nottata.
Ulteriori dubbi che arrivano proprio mentre la chat rivela nuovi dettagli sul rapporto fra Romeo, la sindaca e Raffaele Marra e sul ruolo di quest’ultimo nel disegnare la nuova macrostruttura del Campidoglio.
Ma partiamo dalla polizza. A prima vista si tratterebbe di un regalo che avrebbe dato vita a un corrispettivo: quella promozione di Romeo da semplice funzionario capitolino a dirigente da 110 mila euro l’anno (poi scesi a 93 mila in seguito a un pronunciamento dell’Anac).
Una polizza che precede appunto la campagna elettorale per le Comunali e sulla quale ora i magistrati vogliono condurre approfondimenti. In primis capire con quali soldi sia stata pagata – non era l’unica e sembra improbabile un funzionario che all’epoca poteva contare su uno stipendio modesto abbia speso tutti quei soldi – poi verificare perché sia stata fatta.
Non sorprende quindi che la questione sia stata al centro dell’interrogatorio con i magistrati Francesco Dall’Olio e Paolo Ielo assieme alla vicenda della nomina di Renato Marra, fratello di Raffele, all’assessorato al Turismo, anche lì con un vantaggio retributivo di circa ventimila euro l’anno. La stessa chat che aveva svelato alcuni retroscena della nomina oggi rivela anche un altro dietro le quinte. In un messaggino spedito a Marra a giugno 2016 Romeo insiste: «Ci serve la macrostruttura, mandacela come l’hai fatta anche non implementata. Ci serve per parlarne».
Pare di capire, dal tenore di questa frase, che all’indomani della vittoria in Campidoglio la sindaca si sia appoggiata a Marra, oggi in carcere per corruzione indagato con il costruttore Sergio Scarpellini, per elaborare decisioni strategiche nella vita di un’amministrazione comunale. Questioni vitali come il nuovo assetto del Campidoglio. D’altra parte l’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma aveva già lasciato emergere una sorta di «dipendenza» della sindaca dai suoi fedelissimi.
Con qualche sfumatura però: perché nel caso di Romeo si tratterebbe di una sorta di alter ego della stessa Raggi che infatti lo segue ovunque. Al punto che lo stesso Raffaele Marra, inconsapevolmente intercettato, rivela questa speciale vicinanza fra i due (di quando in quando spedisce sms a Romeo per riuscire a parlare con la Raggi: «È lì con te?» gli chiede in continuazione per poi parlare con la sindaca direttamente).
L’inchiesta sulle nomine – che a questo punto include anche l’ affaire polizza – procede spedita. In nottata, uscendo dalla caserma in cui era stata ascoltata, la Raggi si è detta «sconvolta» dalla questione della polizza («L’ho saputo solo ora») ma l’interrogatorio, ha detto, «è stato tranquillo».