la Repubblica, 2 febbraio 2017
Falsi collaboratori di Marine Le Pen. L’Ue si riprende 300 mila euro
PARIGI È la sua ombra, sempre dietro di lei. Thierry Légier è il fedele bodyguard di Marine Le Pen. L’ex parà che aveva già garantito la sicurezza di Jean-Marie ha evidentemente anche competenze politiche: è stato assunto per qualche mese come assistente all’europarlamento. È una delle accuse emerse dall’inchiesta dell’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode, che ha chiesto alla presidente del Fn di rimborsare oltre 340mila euro. Denaro pubblico che Le Pen ha incassato tra il 2010 e il 2016 per pagare i suoi collaboratori ma che, secondo gli accertamenti degli investigatori, non è stato utilizzato per l’attività da europarlamentare.
La somma più importante riguarda lo stipendio versato a Catherine Griset, storica collaboratrice di Le Pen, che figura come assistente negli elenchi dell’europarlamento con un totale versato di 300mila euro. Peccato che Griset non abbia mai messo piede né a Strasburgo né a Bruxelles, come rivelato dall’inchiesta. Griset era invece prima assistente personale e poi capo di gabinetto di Le Pen, lavorando nella sede del partito a Nanterre, nord di Parigi. Il caso di Thierry Légier è ancora più curioso: la guardia del corpo è stato assunto a tempo parziale a Strasburgo nell’autunno 2011 per una cifra di 41mila euro. Anche in questo caso gli investigatori non hanno trovato prove dell’attività di Légier all’europarlamento.
La leader del Fn ha denunciato una «persecuzione» e un «attacco politico» delle istituzioni europee contro di lei. Le Pen doveva rimborsare entro ieri 300mila euro e altri 41mila prima della fine del mese. Ma ha già detto che non restituirà nulla, dando mandato ai suoi avvocati di fare ricorso. L’amministrazione europea ha deciso di procedere d’ufficio al recupero delle somme contestate pignorando il fondo rimborsi di Le Pen (4.342 euro mensili) e decurtando il suo stipendio (da 6.200 a 3.100 euro).
Il Front National era stato prudente nelle reazioni sullo scandalo Fillon. Ora si capisce perché. Tra il 2011 e il 2013 Marine Le Pen ha versato 5mila euro di rimborsi dell’europarlamento al suo compagno Louis Alliot, salvo essere poi richiamata dall’amministrazione di Strasburgo dov’è vietato assumere familiari. «Non siamo sposati», si è giustificata lei, stracciando il contratto con Alliot. L’ufficio europeo antifrode ha aperto procedimenti contro altri eurodeputati del Fn, tra cui Bruno Gollnisch e Jean-Marie Le Pen. In totale, l’Olaf reclama più di un milione di euro al partito di estrema destra. Uno scandalo imbarazzante in piena campagna elettorale. Marine Le Pen ha spesso denunciato l’affarismo e la corruzione del “sistema”. Adesso sarà più difficile impartire lezioni di moralità.