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 2017  febbraio 01 Mercoledì calendario

Spenti 50 siti per leggere gratis i giornali

Cambia la pirateria web. Meno pubblicità, più servizi agli utenti anonimi. Ma il colpo resta pesante.
Ieri mattina, il Nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria della Guardia di Finanza – nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma – ha eseguito il sequestro preventivo (emesso dal Gip del Tribunale di Roma), di 50 siti web monitorati sulla rete, che rendevano disponibile, gratuitamente ed integralmente, un vastissimo e aggiornato catalogo digitale di quotidiani e periodici nazionali ed esteri. Ovviamente sottraendo introiti agli editori e violando il copyright.
Il sequestro – in pratica, l’oscuramento – riguarda siti che consentivano di aprire e leggere gratuitamente contenuti a pagamento di una serie di testate, tra le quali, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, Il Giornale, Italia Oggi, Libero, Il Messaggero, La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Tuttosport, nonche’ periodici di larga diffusione, quali Panorama, Chi, Tv Sorrisi e Canzoni, Focus, Cosmopolitan, Fashion Magazine, Vanity Fair, Auto Sprint, Elle e Gente.
L’operazione, denominata «Odissea 2», giunge alla fine di una complessa attività investigativa condotta dal Nucleo Speciale, su specifiche direttive del Comando Unità Speciali della Guardia di Finanza. Molti siti e domini, utilizzando appositi servizi telematici che assicuravano l’anonimato, consentivano loro di risultare al di fuori del territorio nazionale.
Le Unità speciali della Guardia di Finanza, dopo aver già sperimentato con successo il metodo follow the money (ricostruzione dei flussi economici prodotti dalla pubblicità abbinata ai siti pirata e loro repressione), ha sviluppato una nuova strategia investigativa denominata follow the hosting per i provider nazionali.
In pratica, individuato il sito web che opera illegalmente, viene richiesto ai provider di verificare sui propri server la presenza di un servizio web hosting, cloud hosting, Vps hosting o un server dedicato, oppure la fornitura di un servizio per il trasferimento o registrazione del nome a dominio. Così, si arriva ad identificare il responsabile dell’attività criminale, rendendo inefficace l’adozione dei sistemi di anonimato.
È stato scoperto, infatti, che i criminali non fanno più ricorso alle inserzioni pubblicitarie, ma fanno profitto con gli utili derivanti dalla sottoscrizione di abbonamenti presso i “cloud”, dove ogni utente può fruire illegalmente delle opere multimediali tutelate.
Negli ultimi 5 anni – secondo dati Mediobanca – i principali gruppi editoriali nazionali hanno accumulato perdite per 2 miliardi di euro, ridotto il fatturato del 32% e la forza lavoro di oltre 4.500 unità. Il calo delle vendite dei quotidiani è in discesa del 33% nell’ultimo quinquennio. Complessivamente, la GdF ha oscurato circa 250 siti di pirateria editoriale.
Plauso dalla Federazione degli editori. Perchè «Negli ultimi anni – ha detto il presidente della Fieg Maurizio Costa – si è affermato un trend crescente di accesso ai contenuti illegali su siti web dedicati a pirateria e contraffazione: piattaforme transfrontaliere spesso con server all’estero che incassano sfruttando pubblicazioni illecitamente caricate».