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 2017  febbraio 01 Mercoledì calendario

Dall’automotive all’automobility

Gruppi storici che abbracciano la digitalizzazione e i nuovi servizi, puntando sul mantra – forse un po’ abusato – del futuro connesso, autonomo, elettrico e condiviso. Case automobilistiche, Tesla in primis, reduce dalla fusione con SolarCity, che affiancano la produzione di auto a quella di batterie e di sistemi fotovoltaici per diventare fornitori di energia e di ecosoluzioni integrate. E via di questo passo, verso trasformazioni dagli esiti forse imprevedibili, ma che possiamo già iniziare a immaginare. Per l’industria delle quattro ruote, il 2016 è stato l’anno dei grandi cambiamenti e dei piani di rilancio hi-tech, pronti ad affiancare la produzione di auto ai nuovi business gestiti tramite divisioni, sussidiarie, brand o servizi dedicati alla mobilità a 360 gradi: solo negli ultimi mesi abbiamo visto nascere Smart Mobility (Ford), Moia (gruppo Volkswagen), Free2Move (PSA), Mercedes-Benz Energy e Accumotive (le controllate della Daimler per le batterie) e Maven (il car sharing della General Motors). Anche la Volvo ha appena aperto una business unit dedicata allo sharing, Sunfleet, mentre la BMW ha ampliato DriveNow (in Europa), ReachNow (negli Usa) e potenziato iNext, il marchio-incubatore dell’innovazione elettrica e autonoma. La Nissan ha lanciato xStorage, la nuova linea di accumulatori per edifici, e sperimentato i sistemi V2G (vehicle-togrid) per l’integrazione della Leaf nella rete elettrica. Infine, il gruppo FCA si è alleato con Waymo, la società di Alphabet che ha raccolto l’eredità della Google Car. Virate forse epocali, anche se la rivoluzione è a doppio senso: per ogni costruttore che rinnova la propria strategia, c’è infatti una tech-company o un produttore di elettronica che si affaccia sul mercato, aprendo una divisione dedicata, facendo acquisizioni miliardarie, moltiplicando i programmi per lo sviluppo dei software per la guida autonoma. Google e Apple, già entrati negli infotainment con Android Auto e CarPlay, ma non solo: in campo, ora, ci sono altri nomi noti, pronti a fare dell’automotive la nuova frontiera del proprio business. Qui ne presentiamo alcuni, tra i più ambiziosi o rilevanti, ricordando quello che Alex Kotouc, numero uno della BMW i, ha profetizzato a Firenze un paio di mesi fa: «L’industria automotive come la conoscevamo è già morta. Il futuro è l’automobility».