Quattroruote, 1 febbraio 2017
Un’Italia che non c’è più [I 70 anni della Doxa]
Ha fotografato l’Italia con dati, numeri e percentuali, facendole un ritratto fedele e nitido, registrandone cambiamenti e mutazioni. Parliamo della Doxa, lo storico istituto di ricerca guidato oggi da Marina Salamon e fondato nel 1946 da Pierpaolo Luzzatto Fegiz, il professore di statistica dell’Università di Trieste che aveva importato dagli Usa il cosiddetto “sondaggio a campione”, messo a punto dall’americano George Gallup: l’unico metodo, per usare le parole di Luigi Einaudi, in grado «di saper compiere assaggi precisi delle tendenze nell’opinione pubblica». La Doxa, parola che significa appunto “opinione” in greco antico, recentemente ha aperto per la prima volta i propri archivi storici: sono così tornate alla luce centinaia di ricerche, per lo più inedite. Comprese quelle che riguardano gl’italiani e l’automobile, il loro rapporto con i mezzi di trasporto e le loro abitudini al volante: è il ritratto di un Paese profondamente cambiato nel corso degli anni, tanto da risultare oggi pressoché irriconoscibile. Come si evince da alcuni dei dati statistici più interessanti e curiosi emersi dai bollettini Doxa della seconda metà del secolo scorso, che riportiamo in queste pagine.