Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2017  febbraio 01 Mercoledì calendario

Croce vendesi

Sono tra i pochi che toglierebbe i crocifissi da scuole e uffici pubblici, quindi ho le carte in regola per dirlo: vedere il Real Madrid che cambia il proprio logo per il mercato arabo eliminando la croce dallo storico stemma lascia un po’ perplessi. Anche il Barcellona tolse la croce di San Giorgio dalla maglietta durante una tournée in Medio Oriente, e anche colossi come Tissot, Swatch e Victorinox hanno tolto la croce della bandiera svizzera dalle loro pubblicità arabe. Vien voglia di buttarla in retorica e di concludere, al solito, che l’unica fede vincente è quella nel dio denaro, ma il discorso non è questo. Il discorso è che, per esempio, i musulmani immigrati in Svizzera la croce vorrebbero proprio eliminarla dalla bandiera: ci provano da anni. Il discorso è che la Croce Rossa l’ha proprio già eliminata e trasformata in un rombo per non offendere i musulmani. Il gruppo degli Emirati Arabi che commercializza i prodotti del Real Madrid, l’altro giorno, ha detto: «Dobbiamo tenere conto che ci sono luoghi sensibili ai prodotti che mostrano la croce». Significa che ci sono anche luoghi insensibili a coloro che pretendono di toglierla, gente che ai propri simboli non rinuncerebbe mai. In attesa di eliminare tutti gli incroci per trasformarli in rotatorie, la banale verità è che molti islamici sono intolleranti e noi lo siamo di meno, e che per denaro noi faremmo tutto e loro di meno.