La Stampa, 31 gennaio 2017
Feynman la fisica della battuta
Il direttore d’orchestra Giacomo Loprieno è stato licenziato perché alla fine di un concerto per i bambini romani ha affermato: «Babbo Natale non esiste». Mamme sgomente, piccoli spettatori traumatizzati, social ribollenti nel web. L’esperienza di quegli innocenti tocca a tutti prima o poi, e toccò anche a Richard Feynman, il più geniale fisico del ‘900 dopo Einstein. Ecco come reagì: «Quando scoprii che Babbo Natale non esiste, non ci rimasi male. Ero sollevato di sapere che un fenomeno molto più semplice spiegava come mai così tanti bambini in tutto il mondo ricevessero regali tutti la stessa notte».
Premio Nobel per la fisica nel 1965, Feynman è celebre per il senso dell’umorismo e il pensiero divergente (che sono quasi la stessa cosa). Non c’è da stupirsi se nelle mani della figlia Michelle e dell’editore Adelphi Le battute memorabili di Feynman sono diventate un libro di 400 pagine divise in capitoli che spaziano dall’amore (perse la prima moglie, l’unica donna che amò davvero, tre anni dopo averla sposata) alla politica, dall’arte alla guerra (che detestava, forse perché giovanissimo aveva lavorato alla bomba atomica), dalla filosofia alla religione.
L’umorismo è sintesi: «Uno dei maggiori e più importanti strumenti della fisica teorica è il cestino della carta straccia»; «Ci sono 100 miliardi di stelle nella galassia, meno del deficit nazionale. Un tempo si chiamavano cifre astronomiche: oggi dovremmo chiamarle cifre economiche»; «Non ho molto da dire. Ma parlerò a lungo lo stesso». In una conferenza esordì con la frase di un poeta: «L’universo intero è in un bicchiere di vino». Dimostrò che è vero, perché dentro ci sono materia, gas, organismi viventi, emozioni. E alla fine lo bevve.
Di Feynman alla gente piacevano i vestiti casual, gli scherzi ai colleghi e il fatto che suonava il bongo. Il bongo veniva citato come una bizzarria ogni volta che teneva una lectio magistralis. «È strano – osservò – ma nelle rare occasioni in cui sono invitato a suonare il bongo il presentatore non ha mai ritenuto necessario ricordare che mi occupo anche di fisica teorica».