La Stampa, 31 gennaio 2017
Volkswagen supera Toyota. È il primo costruttore mondiale
Con due anni d’anticipo sui piani strategici aziendali, Volkswagen è volata in vetta: primo costruttore globale per vendite (10,312 milioni di unità) davanti a Toyota che si è fermata a 10,175 milioni. Un sorpasso storico perché mai prima il colosso di Wolfsburg aveva conquistato lo scettro di leader, perché il gruppo giapponese lo deteneva da quattro anni, soprattutto perché il primato tedesco è arrivato nell’anno più difficile, quello del post-dieselgate che avrebbe potuto pesare parecchio sui volumi.
Invece il 2016 (pesantissimo per l’aspetto economico a causa delle multe e dei richiami di vetture «infette») si è rivelato trionfale sotto il profilo delle immatricolazioni: ha fatto segnare un incremento complessivo del 3,8% a livello di gruppo e del 3% in particolare per il brand Volkswagen.
Pragmatico il commento di Matthias Müller, il manager che ha sostituito il dimissionario Martin Winterkorn al vertice: «Oltre ai numeri, c’è un progetto. Abbiamo fatto passi avanti nella risoluzione e nel superamento del problema-diesel, avviando un processo di cambiamento fondamentale con la Together Strategy 2025 per preparare Volkswagen al futuro della mobilità. Inoltre siamo riusciti a stabilizzare l’operatività aziendale in condizioni non facili».
Il sorpasso a Toyota è maturato grazie all’exploit in Asia/Pacifico, dove Volkswagen ha venduto 4,318 milioni di veicoli, 4 milioni (+12%) nella sola Cina. In particolare ha pesato il successo straordinario dei brand di lusso come Audi e Porsche, il cui 2016 si è chiuso con incrementi rispettivamente del 3,8 e del 5,6%, mentre il Europa va segnalata l’impennata di Skoda (+6,8%).
Toyota, che comprende i marchi Lexus, Daihatsu e Hino, ha invece pagato l’imprevista flessione negli Stati Uniti, mercato che per il gruppo di Nagoya rappresenta il 30% delle vendite complessive. Proprio l’America, in prospettiva, rischia di diventare per Toyota un problema serio. I piani «autarchici» di Donald Trump che minacciano la produzione in Messico hanno molto complicato le strategie, così il presidente Akio Toyoda ha promesso un investimento negli Usa di 10 miliardi di dollari entro 5 anni. Questo ribadirà a Trump il 10 febbraio il premier nipponico Shinzo Abe nel corso di un vertice bilaterale.
In ogni caso non si annuncia facile la risalita al vertice di Toyota, che nel recente passato si era alternata con General Motors (oggi terza sul podio con una stima di 9,8 milioni di veicoli) nella leadership dei costruttori conquistata autorevolmente nel 2008 e provvisoriamente restituita al gigante di Detroit soltanto nel 2011 per i postumi dello tsunami e delle inondazioni in Thailandia.