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 2017  gennaio 31 Martedì calendario

Il vizietto che lega Marine e François

Si era presentato come il candidato della trasparenza. “Ma ve lo immaginate il generale De Gaulle indagato?”, aveva detto durante la campagna per le primarie del centro-destra, un colpo di tacco allo sfidante Nicolas Sarkozy, alle inchieste giudiziarie aperte e ai sospetti che pendono su di lui come tanti scheletri pronti a uscir fuori dall’armadio. Invece ieri è toccato al candidato dell’onestà di essere interrogato dai giudici nell’inchiesta per appropriazione indebita e abuso di ufficio aperta in tempi record contro di lui e la moglie Penelope. Secondo quanto rivelato dal Canard Enchaîné, la moglie di Fillon, e potenziale Première Dame stando a gran parte dei sondaggi finora, avrebbe ricevuto 500 mila euro lordi dal 1998 al 2007 come assistente parlamentare del marito senza avere mai svolto questo lavoro.
Penelope, originaria del Galles, ha fatto studi da avvocato, ma non ha mai esercitato. Si è sempre detta casalinga e madre di 5 figli a tempo pieno. In un’intervista recente diceva anche di non essersi mai interessata al lavoro del marito prima di questa campagna elettorale. Tanti dicono di non averla mai vista in Assemblea. Lo stesso settimanale sostiene che Penelope Fillon avrebbe percepito anche 100mila euro come consulente letteraria per la Revue des deux mondes, edita da un amico miliardario dei Fillon.
Ma di questo presunto lavoro restano solo due note firmate con uno pseudonimo. Da giorni escono nuovi scheletri dagli armadi di casa Fillon. Si sa che l’ex ministro ha remunerato due dei suoi figli per consulenza legale ma quando erano ancora studenti in legge. È venuto fuori che avrebbe incassato assegni, per un totale di 21 mila euro, destinati alla remunerazione degli assistenti parlamentari.
 
IL PENELOPEGATE pende sulla destra. Se dovesse essere indagato Fillon ha già detto che si sarebbe ritirato dalla corsa per l’Eliseo. I suoi fedeli cercano di scoprire chi è la talpa. Alain Juppé, arrivato secondo alle primarie del centro-destra, non vuole essere un ripiego e il partito non ha un piano b.
Ma Fillon non è il solo ad essere sospettato di impiego fittizio nel bel mezzo della campagna per le presidenziali. Accuse analoghe pendono anche su Marine Le Pen che proprio qualche giorno fa, allo scoppiare del Penelopegate, si chiedeva: “Chi è il vero Fillon?”.
L’Unione europea ha intimato alla leader del Front National di restituire più di 300mila euro di fondi Ue per gli stipendi di due assistenti parlamentari, ritenuti appunto fittizi. Il settimanale Challenges precisa: la Le Pen dovrebbe rimborsare 298.497 euro per il suo capo di gabinetto, Catherine Griset, e 41.554 euro per la sua guardia del corpo, Thierry Légier.