la Repubblica, 31 gennaio 2017
L’umana gratitudine per la bellezza
NELLA mia qualità di “modesto“scriba specializzato nel tennis, ho subìto, dopo l’ultima palla vincente di San Federer, ben otto interviste che mi hanno indotto a immaginare, nei sogni notturni, una pratica di canonizzazione, smentita, al risveglio, da una telefonata in Vaticano, all’ufficio competente, che mi ha escluso, nella persona di un prete tennista, che anche il Pontefice si stesse occupando della vicenda.
Pur non potendo dimenticare, tra i miei generosi intervistatori, il fascino di Lia Capizzi di Sky, la competenza melbourniana di Sandro Bertellotti, preferisco riferirmi a Guido Fiorito, del Giornale di Sicilia, che compì un viaggio a Melbourne per ammirare i busti dei vincitori fusi in bronzo nel viale che conduce alla Rod Laver Arena. «Cosa farà Federer adesso?» mi ha domandato Guido. E, domanda alla quale sono più sicuro poter rispondere: «Diverrà un esempio per i tennisti del futuro?». È spiacevole accennare al denaro, insieme al futuro di un modello di umanità, quale si è ieri dimostrato Roger, ma non posso dimenticare, pur senza conoscerli nei dettagli, i contratti stipulati dall’agente americano del tennista, Tony Godsick, dopo che la moglie Mirka, pur aiutata da un gruppo di baby sitter, ha felicemente abbandonato le sue mansioni di semi-agentessa. La réclame televisiva del famoso orologio svizzero, che ci è stata proposta mille volte in televisione, è già moltiplicata da venti contratti e, dopo la vicenda di domenica, lo sarà di altri cinquanta. La nobile frase, certo sincera, di Roger «spero di esser qui l’anno prossimo» va dunque interpretata, oltre a quanto potrebbe umanamente accadere, nel senso di quanto commercialmente accadrà. Al di là di questo, chiedermi se Roger sarà in grado, a 37 anni che verranno, di mostrarci quanto abbiamo ammirato, spesso increduli ieri, meriterebbe una risposta di uno specialista esperto in medicina sportiva, come il dottor Parra, in arte Dottor Laser.
Abbiamo sentito attribuire all’amico Ljubicic il merito dello spostamento in avanti di Roger, che non solo gli ha consentito di guadagnare campo, ma l’ha spinto al rovescio di controbalzo, con incredibile anticipo e guadagno di terreno. Sarà possibile far di più, ridurre un dialogo in un lampeggiante haiku tennistico? O basteranno gli esempi di chi, nel passato, riuscì a protrarre lo sport oltre le età normalmente consentite, come Borotra, Cochet, Tilden e Rosewall? Auguriamocene, e auguriamolo a Roger. Per quanto ci ha consentito di vedere domenica, per l’umana gratitudine che ispira la bellezza.