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 2017  gennaio 31 Martedì calendario

Quelle immagini della festa Canalis-Clooney

Tutto si prescriverà prima della sentenza definitiva.
Però l’accusa intanto
chiede il carcere per i blogger Gianluca Neri,
Guia Soncini e Selvaggia Lucarelli. Quattordici mesi di cella per il primo. Dieci per la seconda. Un anno per Lucarelli. Cos’hanno fatto?
Avrebbero rubato le foto di alcuni vip scattate durante il compleanno (il 32esimo) dell’ex velina di Striscia, Elisabetta Canalis. La festa è a Villa Oleandra, residenza settecentesca di George Clooney a Laglio, sponda occidentale del Lago di Como. 
I tre, stando all’accusa (pm di Milano Grazia Colacicco), avrebbero “smanettato e tastierizzato” sul computer del produttore pubblicitario (nonché marito della showgirl Federica Fontana) Felice Rusconi. Scopo: intercettare i 191 scatti inviati via mail agli invitati al party in Villa. 
Succede il 12 settembre 2010, giorno del compleanno “incriminato”, con la Canalis che nei mesi a venire apprende da Alfonso Signorini (direttore di Chi) e dal suo fotografo Giuseppe Carriere, che qualcuno avrebbe cercato di vendere loro le foto in oggetto per 120mila euro o giù di lì. Partita la segnalazione, si paralizza la trattativa col settimanale. E lo scoop di Villa Oleandra con i suoi ospiti da copertina, finisce in niente. 
Felice Rusconi, saputa la notizia, presenta denuncia ai carabinieri. Questi, su indicazione del pm, portano tutto sulla scrivania del maresciallo della Finanza Davide D’Agostino, 47 anni, specialista nello scoperchiare i delitti al computer. Indaga e indaga, il maresciallo mette insieme 600 pagine d’informativa da consegnare al magistrato. Con tanto di sms, telefonate intercettate, tentativi di hackeraggio e presunta pirateria. Il nome del coniglio nano di Elisabetta, la squadra del cuore di Mara Venier: gli imputati (in particolare Neri alias Macchianera e Lucarelli) stando al pm avrebbero digitato ogni ipotesi fantasiosa pur di indovinare le chiavi di accesso ai segreti informatici.
Sei anni di indagini poi, ieri, le richieste di condanna. Il 27 marzo parleranno le difese. Intanto il pm Grazia Colacicco snocciola le accuse e contesta i reati a vario titolo (come si dice in gergo). Reati pesanti: concorso in intercettazione abusiva, detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso. «Non essendo mai stato fotografato l’interno della villa, quegli scatti avevano un notevole valore commerciale per lo scoop che avrebbero comportato» sostiene il pm. Che aggiunge: «Non abbiamo la prova della “pistola fumante” che Neri abbia avuto l’accesso all’account di Rusconi/Fontana e poi abbia spedito le foto a Lucarelli, ma i reati sono comunque provati da tutta una serie di email e messaggi che si scambiano i protagonisti della vicenda». E cita alcuni degli sms. Neri dice a Lucarelli: «Non sprecherò la parola “Canalis” tra le sei opportunità che ho per indovinare la password di Clooney». Poi le intercettazioni in cui i due parlano dell’account di Mara Venier «Habemus Mara», scrive lui. Con lei che risponde: «Vojo tutti gli scheletri di Mara». 
Il pm Colacicco ricorda che, saputo delle indagini in corso, «Neri suggerì a Lucarelli di mettere a verbale di avere ricevuto le foto dalla email “giorgioclone61”; cosa che effettivamente Lucarelli stessa fecequandovennesentita come testimone». E non sarebbe credibile, secondo l’accusa, la difesa di Neri quando sostiene di avere recuperato le notizie sui vip dal contenitore di gossip americano 4chan «perché» dice il pm «Neri non ha portato nessuna prova che lo dimostri». 
Elisabetta Canalis e Federica Fontana, presunte vittime dello spionaggio, hanno chiesto una provvisionale di 10mila euro ciascuna. «Per quelle foto c’è stata una trattativa per diverse migliaia di euro pienamente provata» spiega l’avvocato di parte civile Marco Tullio Giordano. «E questo tipo di reati ha gravi conseguenze morali per chi li subisce. Le persone non sanno di essere sotto controllo. Canalis lo ha saputo nel 2012 nonostante lo fosse dal 2010 e in quel momento ha pensato di esserlo ancora». «Non commento la richiesta di condanna e aspetto serenamente la sentenza» dice Selvaggia Lucarelli «mi limito a sottolineare che i cosiddetti “contatti” con la persona che avrebbe curato la trattativa con il settimanale Chi, si limitano ad una sola telefonata». E a tarda sera twitta la Canalis: «Sperando che, affidandosi alla prescrizione, questi tre non la facciano franca. Come al solito».