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 2017  gennaio 31 Martedì calendario

Ho vinto l’Isola dei Famosi anche se mi hanno esclusa. Intervista a Wanna Marchi

«Noi l’“Isola dei famosi” l’abbiamo già vinta, perché di questo reality rimarrà l’eco negativa della nostra esclusione, visto che non si parla d’altro». 
Wanna Marchi mi saluta così, arrivando con la sua aria battagliera a passo svelto, fasciata in un gilè di pelliccia arancione che si nota da lontano, accompagnata dalla figlia Stefania Nobile. Il nostro appuntamento é in una saletta riservata dell’hotel Gallia di Milano, dove Wanna conosce tutti e saluta il personale con confidenza e cortesia. Il suo look è cambiato, ha i capelli corti, arancioni anche loro come il rossetto, e un trucco leggero. Non sembra invecchiata anzi, è dimagrita ed il suo sorriso beffardo è identico a quello che conosciamo. La loro avventura in Honduras è naufragata ancora prima di iniziare, essendo state escluse all’ultimo momento dal cast del reality show di Mediaset «in rispetto alle persone che hanno subito truffe dalle due tele imbonitrici». Per Wanna é stata una delusione amara, che non ha ancora superato. «Ci
 avevano confermate per prime tra tutti i partecipanti, dopo tante telefonate
 e incontri, e già ad
 ottobre noi due avevamo firmato il contratto con Magnolia. Ci hanno fatto 
fare anche tutti i 
vaccini per andare 
in Honduras, proprio tutti, con le visite mediche e le prove da sforzo, ma ti rendi conto? Ora sono immune anche dalla febbre gialla!». 
OCCHI NERI 
Gli occhi neri di Wanna hanno lampi di luce, mentre cerca di dosare, senza riuscirci, le parole e la sua voce é squillante come quando in tv era considerata la regina delle televendite. «Ci hanno eliminato definendoci “inopportune”, così ci hanno marchiato, tutta colpa di quelli di “Striscia la notizia” che hanno utilizzato interviste tarocche per farci fuori. Io prima di Antonio Ricci avevo paura, ora mi fa solo ridere, per me è solo un pagliaccio, e detesto anche essere giudicata da Ezio Greggio, lui che fa le pulci a tutti, lui che ha patteggiato un reato per non andare in galera. Io il carcere l’ho fatto tutto, non ho mai chiesto il patteggiamento, ed ho pagato la mia pena. Oggi sono libera e cammino serena da sola, senza avere paura, e a testa alta. Sono loro ad aver bisogno della scorta a protezione, non certo io». 
Wanna è un fiume in piena e mentre si osserva le unghie laccate con smalto roughe chanel continua: «Loro due [Ricci e Greggio] hanno utilizzato lo stesso metodo per il quale io sono stata condannata a 9 anni e mezzo, cioè hanno mandato in onda interviste false, combinate e preparate. Tutte contro di me. Una truffa, insomma». Io ricordo a Wanda Marchi che lei è stata condannata a 9 anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta, truffa aggravata ed associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Stefania Nobile asserisce in silenzio con la testa scuotendo i lunghi capelli neri. Lei ha deciso di non parlare, e appare più provata mentre io le chiedo del decorso della sua malattia. Ma è sempre Wanna a rispondere: «Noi abbiamo accettato la condanna, abbiamo pagato per intero la nostra pena, ed oggi siamo forti, guardiamo sempre avanti e io mi posso guardare la mattina allo specchio. Io mi piego ma non mi spezzo. E ci vogliono solo le pallottole per abbattermi. Io ormai sono indistruttibile, vivrò fino a cento anni e vediamo chi muore prima tra “Striscia” e me. Ah ah ah». 
«È stata una grande delusione questa esclusione, era l’occasione del mio riscatto. Io ho sbagliato, sono stata processata, condannata, incarcerata ed ho scontato per intero la mia pena. Cosa dovrei fare d’altro, Vogliono la strega al rogo, ma non mi avranno. Se io incontro il diavolo è lui che deve cambiar strada ed avere paura di me, non certo io, che a questo punto della mia vita non temo più nulla. Ma forse il mio diavolo è a “Striscia la notizia”, ah ah ah!». La risata della Marchi esplode nella piccola sala mentre reclina la testa all’indietro e il timbro sonoro ricorda crudelmente il suo indimenticabile grido che lanciava dal bancone delle televendite: «D’accordooo???». 
«Mi stai chiedendo come ci si sente ad essere sostituite da Ornella Muti e figlia? Ma io mi sento e sono insostituibile! E mia figlia non ha mai postato le sue foto nude. E sei poi, come ho letto, le mettono tutte e due a fare le sciamane... Come noi? Una grottesca nostra imitazione! Ah ah ah, voglio proprio vedere. Io però non faccio l’attrice, non recito, sono sempre vera, e il pubblico lo percepisce. Io quando sono andata da Maurizio Costanzo due settimane fa ho avuto un’audience del 21%, più di quello di Maradona, più di quello di Belen, e ho ricevuto migliaia di messaggi su Facebook. Comunque seguirò la Muti madre e figlia, certo che le guarderò. E poi sai, le attrici belle soffrono il tempo che passa, io invece che sono sempre stata bruttina non vado in crisi. Pensa che avevo accettato di andare all’Isola come volevano loro, con il volto naturale, anche nuda alla mia età e senza saper nuotare, senza truccarmi gli occhi, e tu sai che per me il trucco è tutto, è la mia maschera sulle mie fragilità, sulla mia intimità. Sai che non ho abbandonato il mascara nemmeno in galera?». 
IL CARCERE 
«Il carcere mi ha reso più forte, è stata una esperienza terribile, ma mi ritengo fortunata ad aver avuto un marito che mi ha supportato ogni giorno, con le sue lettere e i suoi messaggi. Francesco ed io non siamo sposati, lui voleva unirsi in matrimonio con me quando io ero a Bollate, ma non ho voluto. Allora abbiamo deciso di sposarci a marzo di quest’anno, ma a Mediaset mi hanno chiesto di rimandare proprio per l’Isola, capisci? E poi anche sul matrimonio tutti hanno avuto da ridire. Finanche la Toffanin, che io ammiravo, a “Verissimo” ha detto: «Eh, ma lei non si è mai pentita!». Ma cosa ne sa lei di me, cosa voleva, un pentimento pubblico per avere, come fanno tanti, uno sconto di pena? Io no, i miei anni li ho scontati tutti. Anche più del dovuto. E non mi vengano a parlare di riabilitazione, perché in Italia non esiste, è una presa in giro, se sei stato in galera non lavori più. Questa è un’illusione, una truffa che ha inventato ’ordinamento giudiziario. Io la mia vita di lavoro non l’avrò mai più nel mio Paese. E questa vicenda di oggi me lo conferma ancora una volta». 
Wanna ha un attimo di malinconia, abbassa lo sguardo, ma è solo un momento, trenta secondi di silenzio e poi riprende quella sua aria fiera. «Noi due non abbiamo mai fatto le vittime, non siamo innocenti ma abbiamo pagato tutto. Avrei capito la nostra esclusione dal reality se fosse emerso qualcosa di nuovo, qualcosa di irregolare, qualche colpa o reato attuale che poteva giustificare tanta ingiustizia, ma non mi sarei mai aspettata questo trattamento, questo odio così feroce, perché? Comunque ne escono peggio loro, non certo noi, che avremmo fatto una grande audience». 
LA MIA ISOLA 
«Anzi, ti voglio dare una notizia. Noi da stasera facciamo “L’Isola che non c’è”. Un programma nostro, delle due Marchi, come ci chiamano. Su Facebook seguiamo in diretta il reality di Mediaset e lo commentiamo con tutti quelli che vogliono, in piena libertà, con i giudizi positivi e negativi, tutti postati senza filtri o ipocrisie. Ascolteremo la voce del popolo, quella che a noi piace. Sarà divertente. La tv vera me la faccio da sola. Vediamo quanti contatti raccoglieremo. Per fortuna che c’è Internet, la rete che ti fa sentire libera». 
Ora le pupille di Wanna Marchi hanno un bagliore di saette, come le sue parole. «Almeno in Honduras non vedranno le streghe al rogo! Ah ah ah! Pensa, a proposito di streghe, che il garante dei diritti dei minori, il dottor Antonio Marziale, ha postato un video di lui a letto in pigiama, mentre chiede aiuto alle donne calabresi affinché gli tolgano una makumba, una specie di maledizione a suo dire inviatagli maleficamente da noi due, come fossimo davvero due malefiche streghe! Ma lui lo sa che i maghi cosiddetti veri sono tutti in tv, in ogni programma? La vede lui la televisione? E questa persona dovrebbe tutelare i minori? Uno che crede alle streghe? È incredibile, guardalo il suo messaggio su Internet!». 
Wanna ha un sorriso amaro, scuote la testa e continua: «A me queste cose però mi scivolano addosso, non mi fanno male. Io il dolore vero l’ho provato in carcere, ed ancora oggi la notte ricordo quegli odori, quella sporcizia, quelle divise e quelle lacrime. Ma oggi sono libera. Ho di nuovo il mio passaporto e non è escluso che lasci l’Italia. Per lavorare. Oggi mi sono resa conto di essere stata usata da Mediaset, e non al meglio. Perché li avrei fatti guadagnare in pubblicità. Peggio per loro. E comunque ti dico una cosa: sarei stata io di sicuro quest’anno a vincere l’Isola in Honduras! Ah ah ah!».