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 2017  gennaio 31 Martedì calendario

«Io preferisco lavorare». Lorenzo e gli altri studenti del nuovo apprendistato

Imparano un mestiere che li appassiona, riescono a ottenere in tempi sorprendenti un contratto che molti laureati sospirano per anni, avviano carriere. E, soprattutto, sono contenti di se stessi. Centoquarantamila giovani in Italia frequentano i corsi di Formazione professionale e il trend 2016 di chi riesce poi a inserirsi nel mondo del lavoro fa segnare un aumento del 30 per cento. Sono elettricisti, falegnami, cuoche, camerieri, estetiste, grafici, segretarie. Le loro storie di origine raccontano percorsi scolastici difficili o, più semplicemente, poca attitudine allo studio: «Preferivo andare a lavorare», sintetizzano schietti Lorenzo, Riccardo, Francesco. E così hanno scelto scuole dove per alcune materie invece di penne e matite usi mestoli o chiavi inglesi e dove sono obbligatori gli stage che poi si possono tramutare in apprendistato vero e proprio.
«Lavorare mi ha insegnato tante cose. Prima pensavo soltanto a giocare e non mi prendevo responsabilità», ammette Francesco Riso che a Roma dopo il diploma di elettricista ha cominciato l’apprendistato in una ditta in cui fa manutenzione ordinaria e straordinaria a macchinari. Lorenzo Monti vive a Montesolaro e nella sua Brianza ha trovato quello che cercava: la sorella maggiore è tutto il giorno china sui libri, ma quella vita non fa per lui. Sceglie invece i corsi dell’Enaip di Cantù, il secondo anno ottiene uno stage in un noto mobilificio della zona ed è la svolta. Trentadue ore di lavoro alla settimana girando in tutti i reparti: la lucidatura, la falegnameria, il montaggio e l’imballaggio. L’azienda è contenta di lui, dell’impegno e dell’attitudine, lo assume come dipendente apprendista, e con quello che guadagna «tra un po’ mi pagherò la patente senza pesare sui miei. Ho imparato che essere autonomi è importante». Ha optato per l’alternanza scuola-lavoro anche Riccardo Facco, veneto di Piazzola sul Brenta: la passione per i motori lo porta a scegliere l’Enaip di Cittadella dove prende l’attestato di meccanica. Nell’officina che lo ha assunto come apprendista si occupa di manutenzione delle auto, dà una mano sui tagliandi, controlla i freni «e ogni giorno imparo qualcosa di più e sono sempre più contento di questa esperienza».
Le storie di queste scuole sono lunghe decenni. Proprio oggi viene presentato a Padova il volume Essere nel Lavoro che racconta 65 anni di Enaip Veneto anche attraverso i successi di alcuni ex alunni: Paride Contin aveva cominciato con i corsi di Elettronica industriale e oggi lavora a Londra, service engineer alla McLaren. Paola Budel è una chef che vanta, contitolare del ristorante Venissa, una stella Michelin, mentre Mirko Sguerzoni ha sfruttato le lezioni seguite nelle aule di meccanica per imparare tutto dei go-kart: adesso li produce con la società che ha fondato insieme a un racing team plurititolato nelle competizioni nazionali e internazionali.
Il segreto, insomma, è ricominciare a credere in se stessi, anche quando i voti sembrano bollarti come un giovane incapace e inconcludente. Il sottosegretario al ministero del Lavoro Luigi Bobba riassume: «Contro la dispersione scolastica c’è bisogno di percorsi formativi differenziati che consentono di studiare e allo stesso tempo lavorare acquisendo competenze. Le aziende hanno infatti bisogno di specializzazioni che spesso nel mercato del lavoro non trovano». Il governo ha stanziato 87 milioni anche per la sperimentazione del sistema duale di apprendimento che offre alle aziende diversi incentivi (non viene applicato il contributo di licenziamento, si sconta l’aliquota contributiva, ci sono sgravi sui contributi ASpi). Conclude Bobba: «Recuperiamo giovani che si sentivano demotivati, offriamo opportunità alle imprese, diamo fiato all’occupazione». E questi giovani (ma anche i loro genitori) sorridono.