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 2017  gennaio 31 Martedì calendario

In India i grattacieli eliminano le catapecchie

A Mumbai, capitale finanziaria dell’India, dove milioni di persone vivono nelle baraccopoli, una società immobiliare, con il progetto di costruire un condominio extra lusso, cominciò a radere al suolo baracche di mattoni a due piani e rifugi di latta a Dhobi Ghat, un posto dove vengono lavati i panni di tutta Mumbai, la più grande lavanderia a cielo aperto del mondo.
La società Omkar Realtors & developers è riuscita a convincere 5 mila famiglie che vivevano nello slum a spostarsi offrendogli in cambio una casa migliore nelle vicinanze, con due stanze acqua corrente e bagno. Mumbai è una città che conta 12 milioni di abitanti e non ha aree libere sulle quali costruire. Così, Omkar Realtors & developers ha proposto uno scambio agli abitanti dello slum che spostandosi hanno abbandonato le proprie catapecchie che poi sono state rase al suolo liberando l’area sulla quale sono stati poi edificati i grattacieli.
Quello di Dhobi Ghat non è il primo progetto realizzato in questo modo da Omkar Realtors & developers e da altre società di sviluppo immobiliare locali. Così facendo, nell’arco di 25-30 anni l’intera Mumbai sarà completamente demolita e ricostruita secondo quanto ha riportato The Wall Street Journal. La più grande fatica di questo business è riuscire a convincere le famiglie a lasciare le proprie catapecchie, considerando che Mumbai è una delle 18 città più costose del mondo dal punto di vista immobiliare.
L’industria delle costruzioni in India ha conosciuto un’esplosione quando la crescita economica ha cominciato a correre. All’incirca 47 mila appartamenti di lusso e 1,76 milioni di metri quadrati di uffici sono stati edificati o programmati a Mumbai, ma lo sviluppo è stato a lungo frenato dalla difficoltà di reperire aree disponibili in una delle città più densamente popolate del mondo. E la soluzione trovata da sviluppatori come Omkar è stata quella di riuscire ad accaparrarsi aree a basso costo sulle quali è stata autorizzata l’edificazione di grattacieli provvedendo in cambio a dare una casa agli abitanti degli slum liberati dalla baracche senza costo per loro. Facile a dirsi, difficile a farsi per vari motivi, tra i quali anche la riluttanza degli abitanti degli slum a abbandonare le proprie povere catapecchie. Tuttavia, la compagnia indiana è riuscita in questi anni a completare 15 progetti di sviluppo che hanno comportato la rilocalizzazione di 50 mila abitanti delle baraccopoli di Mumbai grazie anche ai finanziamenti ricevuti da un fondo locale di real estate per 176 milioni di dollari (164,6 milioni di euro) finalizzati alla costruzione di torri di lusso al posto delle baraccopoli.