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 2017  gennaio 29 Domenica calendario

LIBRO IN GOCCE NUMERO 123 (La svolta occidentale)Vedi Biblioteca in scheda:Vedi Database in scheda: QUEL VIAGGIO DI DE GASPERI A WASHINGTON Popoli

LIBRO IN GOCCE NUMERO 123 (La svolta occidentale)
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QUEL VIAGGIO DI DE GASPERI A WASHINGTON


Popoli. «I popoli imparano più da una sconfitta, che non i re da un trionfo» (Giuseppe Mazzini a re Carlo Alberto, 1831).
Degasperi. Alcide De Gasperi «era nato a Pieve di Tesino (Trento) il 3 aprile 1881 da Maria Morandini e Andrea Degasperi». «La separazione in De Gasperi» del suo cognome di famiglia «fu probabilmente dovuta all’errore di un funzionario del parlamento austriaco». Altri avevano invece pubblicato alcuni documenti che attestavano il cognome “Degasperi”, sia per Alcide sia per l’intera sua famiglia: annuario del parlamento di Vienna del 1911, attestazione di battesimo del 1888, pagelle scolastiche 1890 e 1898, diploma del 1900, libretto universitario viennese del 1900, certificato di povertà del 1902-04, riferimenti minori del 1914.
Italia. «Il mio paese confida nell’umana solidarietà dell’America e nel chiaro senso di giustizia del suo presidente» (l’ambasciatore Tarchiani al presidente americano, Harry S. Truman, il 6 luglio 1945).
Viaggio. Il primo viaggio a Washington di De Gasperi durò 58 ore e secondo Andreotti «sancì la riammissione dell’Italia nel contesto internazionale» mentre a Washington già si guardava «con diffidenza o peggio ai comunisti italiani» che facevano parte della coalizione di governo.
Risultati. Secondo il «Washington Post» i risultati del viaggio di De Gasperi furono: un assegno di 50 milioni di dollari in pagamento delle spese in lire delle truppe americane in Italia; un incremento delle assegnazioni di grado in febbraio; accordi per l’acquisto di 100.000 tonnellate di patate del Maine; un accordo per iniziare la discussione sull’acquisto da parte dell’Italia di 50 navi Liberty; un prestito delle ex navi passeggeri italiane per rimpatriare i prigionieri di guerra italiani dal Medio Oriente, dall’India e da altri luoghi.
Comunisti. «Dopo il suo ritorno dagli Stati Uniti, il dr. De Gasperi non ha ricevuto un solo ministro comunista, e in questo fatto molti vedono la conferma che gli avvenimenti di oggi sono diretti principalmente a ridurre l’influenza comunista nel governo. Molti credono che l’odierna crisi di gabinetto sia stata accelerata dalla visita del signor De Gasperi negli Stati Uniti. Essa forse è stata accelerata, ma certamente non causata da essa» (il «New York Times», 21 gennaio 1947).
Cia. In un lungo documento della Cia del 10 aprile 1948, si dà atto che «il governo De Gasperi è stato rispondente agli obiettivi degli Stati Uniti nel perseguimento delle sue politiche interna ed estera. Chiaramente orientato verso l’Occidente, De Gasperi nel giugno 1947 ha espulso dal governo sia i comunisti sia i filo-comunisti socialisti di Nenni. Al tempo stesso il governo italiano ha accettato immediatamente l’invito degli Stati Uniti a partecipare allo European Recovery Program. Ciò è stato fatto in presenza di intense pressioni comuniste, e in seguito sovietiche, perché venisse rifiutata l’offerta degli Stati Uniti. Da quel momento il governo italiano ha seguito in modo consistente la leadership degli Stati Uniti; esso, in modo consistente, ha anche rinviato la decisione su varie proposte sovietiche intese a determinare un riavvicinamento economico e politico italo-sovietico».
Fondi neri. Tra gli strumenti per combattere il Pci secondo la direttiva del 1947 del Nation Security Council (Nsc), l’uso di «fondi non registrati», ovvero fondi neri.
Nsc. Grande paura in America quando si apprese che Togliatti, durante un comizio nel 1947, aveva parlato di 30mila ex partigiani armati e pronti a rovesciare il governo. Il «New York Times» riportò la notizia con rilievo, e presero il via alcuni progetti per intervenire con la forza contro i comunisti in Italia. Scriveva l’Nsc che «la posizione dell’Italia nel Mediterraneo domina le linee di comunicazione verso il Vicino Oriente e protegge il fianco dei Paesi balcanici. Dalle basi situate in Italia è possibile, per la potenza che le controlla, dominare il traffico mediterraneo fra Gibilterra e Suez, e rivolgere consistenti forze aeree contro ogni punto dei Balcani o dell’area circostante».
Notizie tratte da: Nico Perrone, La svolta occidentale, ed. Castelvecchi, Roma, pagg. 160, € 19