La Stampa, 28 gennaio 2017
Gisella Sofio. Addio alla «signorina snob» del cinema
La signora elegante, senza un capello fuori posto, capace di pronunciare la battuta che scatena il qui-pro-quo, facendo esplodere la risata, portando al massimo la tensione comica. Scomparsa ieri a 85 anni, Gisella Sofio, figlia di un conte anglo-egiziano, cresciuta in un ambiente «colto e speciale», nella casa della nonna, frequentata da Carducci e Pascoli, sposata con l’avvocato Maurizio Gajo (con cui ebbe, nel ‘53, il figlio Roberto) è stata una caratterista fra le più dotate del cinema italiano, capace di giocare con la sua aria chic e di tenere testa a partner del calibro di Renato Rascel e Alighiero Noschese. Il primo a riconoscerne il talento fu Totò, che la vide 17enne in una recita di beneficenza del liceo. Muta, piazzata al centro di un quadro vivente ispirato al pittore Bartolomeo Pinelli, Sofio, per vincere la noia, iniziò a fare boccacce imitando le facce dei presenti. Insomma, un talento naturale, notato dal Principe della risata, che la spinse a lanciarsi nel mondo dello spettacolo.
Il primo film, dopo la partecipazione alla rivista Il Tevere Blu, si chiama Il microfono è vostro, regia di Giuseppe Bennati, con Aroldo Tieri, Nunzio Filogamo, Giacomo Furia, Nilla Pizzi. Da allora cinema e teatro diventano la vita della bionda Gisella. Diretta dai più grandi, Vittorio De Sica, Michelangelo Antonioni, Dino Risi, Pupi Avati, e al fianco dei migliori, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Peppino De Filippo e naturalmente Totò, la signorina Sofio attraversa, con il suo passo aristocratico, la stagione più fulgida del nostro cinema: «Mi vedete sul grande schermo sempre come una donna raffinata e un po’ snob – amava raccontare – ma quando sto a Cinecittà, potreste sentire gli attrezzisti che mi gridano dalle impalcature “A Gisella! Che lo voj un panino che lo sto anda’ a compra’”?».
Tra gli Anni ‘70 e ‘80, Sofio lavora in radio e in tv. Poi con Alberto Sordi in Incontri proibiti, con Alessandro Benvenuti in Caino e Caino, con Cochi e Renato in Nebbia in Val Padana. Nel 2006 è nella Cura del gorilla, con il premio Oscar Ernst Borgnine. Nel 2013 Alessandro Siani le affida la parte di un’attempata contessa nel campione di incassi Il principe abusivo. Ma la carriera di Gisella Sofio (i funerali si terranno domani nella Chiesa degli Artisti, a Piazza del Popolo) non è finita. A marzo la rivedremo nel Crimine non va in pensione di Fabio Fulco, e poi nella seconda serie di Tutto può succedere.