La Stampa, 28 gennaio 2017
I revisori avvisano: bilancio in equilibrio ma precario e da tenere sotto controllo
Sul filo di lana arriva semaforo verde al bilancio del Campidoglio, Virginia Raggi conta di far approvare tutto entro fine mese evitando in extremis l’onta del commissariamento, ma questo non significa che tutti i problemi siano risolti. Anzi. Secondo l’Organo di revisione economico e finanziaria del comune, l’Oref, che a fine dicembre aveva respinto la prima stesura del documento contabile, ora «il bilancio presenta un equilibrio ma, se l’ente non si attiva, i rischi potenziali che ci sono metterebbero comunque l’ente a rischio».
Secondo il presidente dell’Oref Federica Tiezzi, quello del Campidoglio è «un equilibrio finanziario precario, da tenere sotto controllo e da verificare» continuamente. E per questo ha stilato ben 12 tra raccomandazioni e prescrizioni puntando ancora una volta il dito contro le tante passività potenziali, il pessimo stato di salute delle Partecipate ed un contenzioso fuori controllo.
Intanto però l’Oref ieri ha dato atto alla giunta grillina dei passi avanti fatti nelle ultime settimane definendo «importanti» e «sostanziali» le modifiche apportate al bilancio previsionale 2017-19. Dopo la raffica di contestazioni avanzate dall’Oref a dicembre tra mille polemiche la Raggi ha infatti varato una manovra bis da 81 milioni di euro e così è riuscita finalmente a presentare un Documento unico di programmazione (Dup) «molto completo», che rispetto al precedente «evidenzia le strategie dell’amministrazione e gli obiettivi gestionali». «C’è stata poi una presa di coscienza della presenza di rischi nel precedente bilancio, dove l’accantonamento a fondo passività potenziale era di appena 20 milioni. Per i potenziali rischi derivanti dal contenzioso prima non era previsto accantonamento – ha spiegato la Tiezzi -. Con il bilancio emendato l’accantonamento c’è con un fondo rischi potenziali di 100 milioni circa. Altro elemento che ci ha fatto cambiare posizione è il discorso delle entrate», con nuove entrate strutturali e quindi incassi ben superiori a quelli indicati in precedenza. «Nel precedente bilancio si raggiungeva l’equilibrio di parte corrente con le entrate non strutturali, ora dopo il correttivo non avviene. Altro elemento fondamentale è il prospetto dell’equilibrio finale. A nostro parere prima non era in equilibrio, ora compaiono voci che prima non c’erano – ha proseguito la presidente dell’Oref -. Infine, con il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, che ha alleggerito l’ente di circa 100 milioni di debiti, si è recuperato notevolmente equilibrio finale, i saldi sono più consistenti».
Mentre il Pd attacca i 5 Stelle e i 5 stelle polemizzano con l’Organo di vigilanza, la Raggi incassa l’ok dell’Oref sperando di chiudere la partita al più tardi lunedì col voto finale. A ruota pensa poi di aprire subito col governo la trattativa per arrivare a definire un nuovo «patto per Roma» in grado di assicurare altre entrate in grado di puntellare il suo sempre fragile bilancio. Il suo assessore al Bilancio, Andrea Mazzillo, invece riaccende la polemica, nega che i conti siano a rischio e accusa di incoerenza la Vigilanza capitolina, che da un lato ha stilato il nuovo parere favorevole sul Dup e dall’altro evoca nuovi rischi di tenuta dei conti.
In realtà molto, se non quasi tutto, del futuro di Roma dipende dalla capacità della giunta grillina di riuscire a risanare le partecipate. Una galassia composta da oltre 40 società con 47mila dipendenti che produce ogni anno 823 milioni di perdite. In cima alla lista l’Atac, la peggiore azienda dei trasporti del Paese, che in questi anni è arrivata ad accumulate oltre 1,2 miliardi di perdite, la vera «grande malata» tra tutte le partecipate del Campidoglio (assieme all’Ama), una vera bomba innescata pronta ad esplodere in ogni momento.