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 2017  gennaio 29 Domenica calendario

Bankitalia: sofferenze in calo e i 20 miliardi di aiuti pubblici non serviranno solo per Mps

MODENA Il moloch dei crediti in difficoltà, frutto di una «profonda e prolungata recessione», ma anche di «un contesto di concessione del credito non sempre sufficientemente prudente» comincia a dare segni di miglioramento. Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dedica la parte centrale del suo intervento al Congresso del Forex al macigno che incombe sui bilanci delle banche. Un sistema che ha mostrato complessivamente «resilienza», ma ha anche vissuto varie crisi: a proposito delle quattro banche andate in risoluzione Visco ricorda che il «costo di queste operazioni è rilevante»; poi c’è il caso delle due banche venete, da cui ci si aspetta a breve un piano che preveda anche la fusione (un primo cda è stato fissato per martedì) e, soprattutto, sono state stanziate risorse pubbliche per 20 miliardi. Circa un terzo sarà assorbito da Mps, ricorda Visco, ma restano spazi «più che sufficienti» per altre banche eventualmente in difficoltà.
In particolare sugli Npl, il governatore è partito da una nota di ottimismo: nel 2016 «il flusso dei nuovi prestiti deteriorati è sceso sui livelli più bassi dal 2008» e anche le consistenze dalla fine del 2015 hanno iniziato gradualmente a ridursi. Non solo: se in Italia le procedure di recupero dei crediti fossero in linea con la media europea, l’incidenza delle sofferenze sui prestiti «sarebbe circa la metà di quella rilevata». Le riforme varate negli ultimi due anni vanno nella giusta direzione ma ci vuole tempo per applicarle; ove possibile «è opportuno che vi si faccia più rapidamente ricorso».
Visco ricorda – non senza un filo di polemica – le “vere” cifre del problema: a fine giugno i finanziamenti in difficoltà (Npl), al netto delle rettifiche di valore, erano 191 miliardi, il 10,4% dei prestiti complessivi (spesso si parla del valore lordo, di 356 miliardi); di questi, solo 88 miliardi sono le sofferenze nette. Le cessioni in blocco sul mercato aiutano a risolvere il problema ma il prezzo pagato «da acquirenti oligopolistici» riflette «i tassi di rendimento molto alti» che questi richiedono. Insomma, le cessioni alleggeriscono i libri contabili delle banche ma non sempre sono un affare: i crediti in difficoltà chiusi in via ordinaria hanno avuto un tasso di recupero del 47% nell’ultimo decennio, a fronte del 23% recuperato con le cessioni in blocco. E in proposito, Visco caldeggia anche nuove regole europee, per non appesantire i conti delle banche in caso di cessione in blocco degli Npl.
Nonostante le difficoltà, dall’inizio della crisi finanziaria «le banche italiane hanno quasi raddoppiato i coefficienti relativi al patrimonio» e «continuano ad accrescerli», anche attraverso gli aumenti di capitale. Tuttavia, tra banche di media dimensione in alcuni casi è necessario precedere con aggregazioni, per «tornare ad un livello di redditività che consenta di alimentare stabilmente le risorse patrimoniali». Insomma, gli aumenti di capitale sono importanti, ma occorre anche fare utili.
Il sistema deve trovare nuove strade e fare progressi in termini di ammodernamento tecnologico, contenimento dei costi e razionalizzazione territoriale (anche se Visco ricorda che le reti e la produttività delle banche italiane «non si discostano molto da quelle degli altri paesi dell’area euro»). Né potevano mancare i riferimenti alle due ultime “rivoluzioni”: quella, più recente, delle Bcc e quella delle popolari, che ha visto l’intervento del Consiglio di Stato e la sospensione di alcune parti delle disposizioni attuative della Banca d’Italia. «La riforma è necessaria», puntualizza Visco sulle popolari; e ricorda come la limitazione al diritto di recesso è «ispirata dalle regole europee». Infine le Bcc. Il credito cooperativo ha avuto di recente la sua riforma, ora si tratta di metterla in pratica (con la costituzione di capogruppo). Bankitalia ha esortato il sistema a dare «concreta e rapida attuazione» alla riforma; e per essere più chiaro Visco ripete tre volte “rapido” in una manciata di frasi.