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 2017  gennaio 28 Sabato calendario

Attenti al cane. Chi ha paura del cucciolo che si reincarna?

MILANO IN America è diventato un caso ancor prima dell’uscita sugli schermi, avvenuta ieri in più di tremila sale. A focalizzare l’attenzione intorno al film di Lasse Hallström Qua la zampa! è stato un video girato sul set, diffuso in rete dal sito TMZ e diventato virale, che mostra un istruttore mentre cerca di “convincere” un riluttante pastore tedesco a tuffarsi nelle acque tempestose di una piscina sul set. Subito l’associazione animalista PETA, accusando la produzione di maltrattamenti sugli animali, ha invitato il pubblico a boicottare il film. Risultato: sono state sospese le anteprime per la stampa e un fiume di commenti ha invaso i social network (con relativa manifestazione di protesta), mentre il caso rimbalzava su tutti gli organi di informazione. E ieri il pastore tedesco è ricomparso scodinzolante su TMZ.
Anche in Italia, dove è uscito la settimana scorsa, si è parlato di Qua la zampa!: a partire da una sala di Orbetello, abbandonata precipitosamente da alcuni genitori infuriati e relativi figli piccoli spaventati. Sul sito americano Imdb (che contiene anche numerose lodi al film) si legge una segnalazione da San Francisco che recita: «Non lo consiglio ai bambini più piccoli. Mio figlio di 5 anni ha trovato le scene di tensione troppo spaventose». A questo punto è lecita la domanda: è davvero, quello di Hallström, un film che può far paura ai giovanissimi? Siamo andati a vederlo e non ci sentiamo di escluderlo.
Basata sul romanzo di W. Bruce Cameron Dalla parte di Bailey, la pellicola racconta le diverse morti e resurrezioni di un cane, che assume via via nomi diversi e cambia anche di razza, sempre interrogandosi sullo scopo dell’esistenza. Dai trailer lo si percepisce come un film per bambini, incoraggiati da un commento pacioccone che dà voce ai pensieri dell’animale (da noi affidato a un rassicurante Gerry Scotti). Se le frasi sono scanzonate, tuttavia, non sempre corrispondono alle situazioni, che virano spesso al melodramma.
Passato un minuto dall’inizio del film, la prima incarnazione del protagonista – un batuffolo di cucciolo appena nato – viene presa dall’accalappiacani e soppressa con l’eutanasia. Intervallate da brani più leggeri, seguono scene di violenza familiare, l’uccisione di un cane-poliziotto, un incendio doloso dalle vampate orrorifiche; più il momento in cui l’animale dissotterra il cadavere di un gatto, portandolo fiero alla padrona. Scene che non turberanno di certo un teenager, ma possono risultare assai impressionanti dal punto di vista dei bambini in tenera età.
In America il film è stato classificato col Rated PG (per argomenti e situazioni), che postula l’accompagnamento di un genitore quando “alcuni materiali non sono consigliabili per i pre-adolescenti”. In Italia invece Qua la zampa! è stato giudicato “per tutti” dalla V commissione ministeriale per la revisione cinematografica. La distribuzione italiana commenta: «La Commissione Censura ha visionato il film e lo ha dichiarato per tutti, con particolare nomina a film “per ragazzi”, plausibilmente perché tratta di temi importanti: come il rapporto che l’essere umano instaura con il suo cane e di come questo rapporto, se condotto con rispetto e amore, cambia le vite di entrambi».
Che “i film per bambini” possano spaventare proprio i loro destinatari non è del resto una novità. Come dimostra l’esempio, citatissimo, del disneyano Bambi, che ha fatto piangere intere generazioni per l’uccisione della mamma cerbiatta. A cominciare da Steven Spielberg, il quale, ancora oggi si dichiara traumatizzato dalla scena.