il Fatto Quotidiano, 30 gennaio 2017
Ospedali, sono 50.000 lavoratori in meno
Da nord a sud gli ospedali sono sotto organico. In soli sei anni, dal 2009 al 2015, il nostro sistema sanitario ha perso 40.364 lavoratori. Parliamo di circa 8mila medici, quasi 10.300 infermieri, 2.200 operatori di assistenza e altri 20mila lavoratori tecnici, riabilitativi, della prevenzione e amministrativi. Un bilancio impietoso ricostruito dalla Cgil analizzando il Conto annuale 2015 della ragioneria dello Stato pubblicato una decina di giorni fa. Il sindacato stima inoltre un’emorragia di altre 10mila risorse nel 2016. Totale: 50mila occupati in meno. Tagli e blocco del turn over spingono sempre di più i giovani medici a fare le valigie. Secondo l’Istat, in cinque anni le richieste di documentazione per esercitare la professione all’estero sono aumentate del 600 per cento: da 396 nel 2009 a 2.363 nel 2014. Mentre nel 2015 il ministero della Salute ha rilasciato 1.112 attestati di conformità e 1.724 attestati di good standing. C’è così tanta rassegnazione che chi studia Medicina decide di fare anche la specialità fuori dall’Italia. Tra i posti presi d’assalto c’è la Svizzera. A Lugano, tanto per dire, su 24 specializzandi in chirurgia generale 18 sono di nazionalità italiana.