Corriere della Sera, 30 gennaio 2017
Anna e la libreria che regala i volumi. «Qui si incrociano i professori e i senzatetto»
Bologna La stanza è piccola e otto persone si muovono a fatica tra gli scaffali e il grande tavolo di vetro coperto di libri. Sfilano con il naso tra i volumi, leggendo uno a uno i titoli sul dorso, ogni tanto si sente un frusciare di pagine. Seduta su una sedia Anna Hilbe, 72 anni, li guarda discreta e attenta. C’è un silenzio come di un luogo sacro. Poi qualcuno chiede: «Ma quanti ne posso prendere? Vanno bene questi?». A via San Petronio Vecchio, nel centro di Bologna, c’è Libri Liberi, una libreria molto particolare: i libri non li vende, li regala. Chiunque può entrare e prendere quelli che desidera: «Meglio se non più di 4 o 5, in modo da lasciarne per gli altri». Nata 4 anni fa, è diventata un fenomeno: ne ha ispirata un’altra con lo stesso nome a Nicotera, in Calabria, e una terza, Libri Ri_belli, appena aperta a Trieste. «Ne sono contenta – racconta Hilbe —. Anch’io ho preso l’idea da altri: avevo letto della prima così, fondata a Baltimora nel 1999, e quando ho visto che c’era questo posto in affitto non ci ho pensato tanto». Ex insegnante di lingue, discendente di una famiglia di industriali, alla cultura per tutti ha dedicato la vita: è tra le fondatrici della Libreria delle Donne che ha fatto la storia del femminismo nel capoluogo emiliano. Per Libri Liberi paga l’affitto del locale e le bollette, in «negozio» l’aiutano dei volontari e i libri li porta chiunque voglia. È sempre piena di volumi, nonostante il via vai di persone che se ne escono con le mani piene. E spesso parole amiche: «Uno degli incanti di questo posto è la signora Anna – dice Federica Astone, 28 anni, educatrice originaria della Sardegna —: le ho chiesto più volte consiglio su cosa leggere». Martina Pilolli, 25 anni, studentessa di veterinaria, l’ha scoperta per caso: «Io che sono sempre di fretta la prima volta ci ho passato un’ora – racconta —. La cosa più bella è che così scopri libri che non cercheresti mai. Come il mio preferito: Pesci d’areoporto di una tedesca, Angelika Overath». In pochi minuti si alterna-no un impiegato di 48 anni, vari studenti, un medico di 52. «Arrivano persone di tutti i tipi, dagli ex rettori a un senza tetto che vuole solo gialli – spiega Hilbe —. C’è chi ha una lista di cose da trovare, chi curiosa. Una volta mi chiesero gli orari ferroviari di inizio ’900» ride. La interrompono tre studenti di Campobasso: lasciano un volume di Paolo Sorrentino e La noia di Sartre, prendono Il Piacere di D’Annunzio. «È frequente che mi diano un volume in cambio. Quasi tutti poi si stupiscono che siano gratis. Per me è strano: lo faccio perché è un piacere».