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 2017  gennaio 30 Lunedì calendario

Socialisti, si impone la sinistra radicale

PARIGI Dopo Nicolas Sarkozy, Alain Juppé e François Hollande, tocca a Manuel Valls: un altro protagonista della politica francese ed europea sparisce dalla prima linea. L’ex primo ministro che ha incarnato la svolta social-liberale della presidenza Hollande perde nettamente il ballottaggio delle primarie.
Nella corsa all’Eliseo, il candidato del partito socialista e degli alleati sarà dunque Benoît Hamon, espressione dell’ala sinistra del partito e vicino ai «frondisti» che negli ultimi due anni si sono opposti alla coppia Hollande-Valls.
Hamon era ministro dell’Educazione nazionale quando nell’agosto del 2014 si dimise dal governo assieme a Montebourg (Economia) e Filippetti (Cultura) per i contrasti con Valls.
La candidatura del «petit Ben» (soprannome affettuoso dato da Martine Aubry) alle primarie sembrava quella di un outsider, senza grandi possibilità di successo di fronte a un ex premier di esperienza internazionale, e forte dell’appoggio della macchina del partito. Ma Hamon è cresciuto in fretta, grazie anche a dibattiti televisivi nei quali è sembrato più coraggioso e convinto degli avversari. A Valls non è riuscita l’acrobazia di dovere difendere il bilancio della disastrosa presidenza Hollande, e di mostrarsi allo stesso tempo come portatore di una nuova e diversa proposta politica.
Come Juppé a destra, anche Valls a sinistra viene sconfitto: la maledizione dei favoriti alle primarie continua.
Benoît Hamon si è imposto, secondo i risultati parziali, con circa il 58% dei voti davanti a Valls fermo al 42%. Il vincitore deve adesso riunire dietro di sé un partito profondamente diviso. Non a caso dopo la vittoria ha reso omaggio a entrambi i numi tutelari Michel Rocard e François Mitterrand, eterni rivali a sinistra. Valls ha riconosciuto la sconfitta dichiarando che «Benoît Hamon è il candidato della nostra famiglia politica», primo segnale incoraggiante.
Hamon propone un reddito di base per tutti come risposta alla scarsità – secondo lui strutturale e destinata a salire – dei posti di lavoro, e immagina una tassa sui robot per finanziarlo. È favorevole alla legalizzazione della marijuana, e considera le questioni ecologiche come una priorità.
Secondo l’ultimo sondaggio Sofres, i giochi per l’Eliseo sembrano riaprirsi. François Fillon, che sembrava strafavorito, cerca di resistere allo scandalo che ha colpito lui e la moglie Penelope per il sospetto di impieghi fittizi, e ieri ha parlato a Parigi davanti a 15 mila militanti. Ma perde comunque terreno: al primo turno del 23 aprile, Marine Le Pen è data al comando con il 25%, e Fillon (22%) è ormai raggiunto dal candidato indipendente di centrosinistra Emmanuel Macron (21%). Hamon balza in avanti con il 15%, superando Mélenchon fermo al 10%. Marine Le Pen sembra destinata a perdere contro qualsiasi avversario al secondo turno del 7 maggio, ma c’è ancora tempo per nuovi colpi di scena.