Corriere della Sera, 28 gennaio 2017
La Borsa si raffredda su Intesa-Generali: i dubbi di Moody’s
Milano Si allenta la speculazione sull’asse Milano-Trieste. A Piazza Affari, fatta eccezione per Intesa Sanpaolo in rialzo dello 0,8%, ieri i titoli coinvolti nella partita hanno chiuso tutti in ribasso: il più pesante è stato per Unicredit, in calo del 5,17%, seguito da Generali che ha perso l’1,47% e da Mediobanca con -1,23%. Il clima che si respira adesso è di attesa. Attesa per le mosse di Intesa Sanpaolo, dopo che giovedì a Torino l’amministratore delegato, Carlo Messina, ha tratteggiato lo scenario da cui potrebbe prendere vita l’operazione sulle Generali.
Un progetto molto complesso le cui implicazioni sono ancora tutte da valutare. Moody’s, nonostante i pochi elementi noti, ha fatto una prima analisi in cui, pur riconoscendo la validità dell’operazione, avverte che le ripercussioni sul rating delle Generali potrebbero essere negative «in quanto la combinazione con le attività assicurative di Intesa, molto più domestiche, diluirebbe la significativa diversificazione geografica» del Leone che rappresenta «uno dei suoi maggiori punti di forza». Quanto al rating di Ca’ de Sass, dipende «da come verrà finanziata l’acquisizione». Moody’s mette in evidenza anche i rischi di esecuzione di un’operazione tra due società complesse come Intesa e Generali.
Una complessità che può essere gestita e Messina ha le capacità per farlo, come gli ha riconosciuto ieri anche la stampa tedesca, molto attenta a questa partita per via del possibile coinvolgimento di Allianz. Il ceo di Intesa «nel modo di fare è intelligente, furbo e sempre controllato», ha scritto l’ Handesblatt riconoscendo che «se l’acquisizione di Generali andrà in porto, Intesa si collocherà tra i grandi player in Europa».
Ieri l’istituto milanese ha riunito il consiglio per l’esame del budget e dei rendiconti in previsione del board già convocato venerdì prossimo per il via libera al bilancio preliminare 2016. La riunione è durata oltre cinque ore ma non avrebbe affrontato nei dettagli il tema Generali, né, a quanto risulta, Messina avrebbe introdotto l’argomento. Il ceo di Intesa aveva già detto giovedì le ragioni per cui sta guardando in direzione Trieste, ovvero per dare una svolta al business dell’asset management e della bancassicurazione con la creazione di un polo nazionale di dimensioni europee. E ieri non sarebbe andato oltre.
Intanto si è messa in movimento Generali. Dopo aver comprato il 3,01% dei diritti di voto di Intesa in chiave preventiva anti-scalata, salendo così al 3,37% nel capitale di Ca’ de Sass, il ceo Philippe Donnet ha iniziato a sondare le banche per trovare un’advisor. Non tanto, o non solo, in chiave difensiva quanto per tenersi pronto ad ogni evenienza.