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 2017  gennaio 28 Sabato calendario

APPUNTI PER GAZZETTA - POLEMICHE ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIOREPUBBLICA.IT L’amministrazione della giustizia "resta al collasso": mancano magistrati e personale

APPUNTI PER GAZZETTA - POLEMICHE ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO GIUDIZIARIO

REPUBBLICA.IT
 L’amministrazione della giustizia "resta al collasso": mancano magistrati e personale. E se la giustizia funziona male "si instaura un rapporto anomalo tra Stato e cittadini". Ma nel giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario milanese si registra anche un attacco del presidente dell’Anm Piercamillo Davigo al ministro della Giustizia Andrea Orlando: "Non violare l’indipendenza della magistratura". L’annuncio del ministro: "Introdurremo il reato di tortura nel codice penale". Davigo attacca Orlando: "Non violi indipendenza magistrati" Condividi   L’attacco di Davigo. Il procuratore generale Roberto Alfonso chiede al governo di riportare a 72 anni l’età pensionabile del magistrati (oggi ridotto a 70 anni) perché questa decisione avrebbe "destabilizzato il sistema": così sono svanite le legittime aspettative di tanti magistrati, ancora disponibili a servire la collettività in un momento di così grave affanno della giustizia". Ma il ministro Orlando, nel suo discorso, ha fatto un passaggio che non sembra essere piaciuto ai magistrati. "C’è il rischio che singoli soggetti della giurisdizione reagiscano alle difficoltà ripiegando in una dimensione corporativa, tentando sì di salvaguardare le proprie ragioni, ma attraverso la delegittimazione di quelle degli altri, con la finale delegittimazione di tutto il sistema". La replica dura - e applaudita da molti magistrati presenti - è arrivata dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo, che nei giorni scorsi aveva disertato la cerimonia in Cassazione in polemica con il governo. Rivolgendosi a Orlando, ha detto: "Io certamente non voglio essere ricordato come il presidente dell’Anm che ha abdicato sulla difesa dell’indipendenza della magistratura, signor ministro spero che lei non voglia essere ricordato come quello che ha provato a violarla".

Il ministro: "Non sono nemico dei magistrati". Orlando ha ricordato alle toghe che "in questi anni da parte del governo c’è stata un’ostinata ricerca del dialogo e del confronto, non sono vostro nemico". Ma Davigo mantiene il punto: "Quando sono in discussione principi non si media, con questi interventi il governo decide chi fa il giudice: l’Anm ha deciso di non accettarlo. I magistrati prorogati sono di sicuro i migliori, ma se passa il principio che il governo può scegliere in futuro potrebbe scegliere i peggiori". A margine della cerimonia, la replica del ministro: "Non credo che si stia attentando all’autonomia della magistratura perché si modifica l’età pensionabile. Altrimenti non mi spiego perché Anm non ha protestato quando abbiamo portato l’età da 70 a 75 anni. Se modificare eta significa scegliersi i giudici vale sia tanto si abbassa sia quando si alza".
  Orlando risponde a Davigo: ’’Non sono nemico della magistratura’’ Condividi  
Manca l’organico. Niente giri di parole per il pg di Milano Roberto Alfonso che lancia un grido d’allarme al governo. "Pur apprezzando gli sforzi del ministro Orlando - scrive il pg - stando così le cose la giustizia resta al collasso per le vacanze degli organici del personale amministrativo". Per questo, i vertici milanesi della giustizia invocano "un intervento urgente e serio del Governo per dare al cittadino la speranza che i suoi diritti siano riconosciuti in tempi ragionevoli". Anche perché "quando si spegne la giustizia e si spezza il rapporto di fiducia fra istituzioni e cittadino, condizioni minime di convivenza civile, si mette a rischio la stessa libertà di un Paese e la sua democrazia". La carenza di personale, ha spiegato la presidente della Corte d’Appello di Milano Marina Anna Tavassi, raggiunge punte del 40 per cento: "La situazione è assai critica, meno 15% di scopertura tra i magistrati, meno 35% tra il personale amministrativo". Nonostante questo, aggiunge "si è riusciti a recuperare l’arretrato, il controllo delle giacenze, la riduzione dei tempi di durata, di tenuta nei gradi superiori di giudizio" e per questo Milano è in linea con "le sedi giudiziarie più virtuose" in Europa. Replica il ministro: "Credo sia possibile riconoscere al governo una significativa inversione di marcia, rispetto al passato c’è un’attenzione alle risorse umane che mancava da anni e che va oltre la buona volontà". Orlando ha citato alcune cifre: 1.820 nuove immissioni entro marzo, 1.600 già avvenute e altre 3.300 assunzioni che porta il numero a un totale di 5.100 unità.

L’elogio ai pm di Lodi che arrestarono il sindaco. Il procuratore generale ha elogiato i pm di Lodi che hanno arrestato nel 2016  il sindaco Simone Uggetti. Alla fine della sua analisi sulla situazione del lavoro delle Procure della Corte d’ appello, il procuratore generale si sofferma in particolare su un’inchiesta. "Encomiabile - dice - è stato anche l’impegno dei magistrati della procura di Lodi, a capo della quale  è rimasta per diversi mesi Sara Mantovani, giovane magistrato  che ha saputo dirigerlo con particolare capacità.  Va segnalato, a tale proposito, il procedimento relativo a una turbativa d’asta, già in corso il dibattimento". Non viene  citato espressamente, ma il riferimento va all’ arresto del primo cittadino del Pd, Simone Uggetti.
Le mani della criminalità su Fiera. Nella relazione del procuratore generale, che traccia il bilancio dell’anno appena finito e getta le basi dell’azione per il 2017, un riferimento esplicito a una inchiesta che sta scuotendo il mondo politico e imprenditoriale milanese, quella su Fiera spa: le infiltrazioni di una "organizzazione criminale", che avrebbe agito per "agevolare l’associazione mafiosa denominata ’Cosa Nostra’, nei lavori di "Fiera Milano spa" sono un fatto "assai grave per la città di Milano".

L’inchiesta sul sindaco. In prima fila, ad ascoltare le relazioni dei magistrati, c’è anche il sindaco Beppe Sala. Proprio la procura generale ha deciso di prorogare per sei mesi l’inchiesta sulla ’Piastra’ di Expo, in cui è indagato il sindaco (all’epoca commissario unico di Expo) per falso materiale e ideologico. E il pg Alfonso ha dedicato un passaggio del suo discorso proprio all’istituto della avocazione delle indagini, senza citare direttamente l’inchiesta Expo: "E’ un istituto processuale mediante il quale il legislatore ha voluto dare concreta attuazione al principio dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione penale" che "serve a garantire l’eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e vale per tutti".

Le infiltrazioni mafiose e la corruzione. Non solo estorsioni e minacce. Le organizzazioni mafiose infiltrate in Lombardia, "hanno fatto ricorso all’attività corruttiva per condizionare atti comunali": lo afferma il pg Alfonso. "Il metodo corruttivo - continua - non è una rinuncia al tradizionale metodo mafioso ma è una modalità più raffinata ". Il richiamo, quindi, è all’intera società: "Per contrastare il fenomeno della corruzione non può bastare l’attività repressiva ma occorre agire diffusamente sul piano culturale, per inculcare alle giovani generazioni il senso del rispetto della res pubblica".

Concorsi miraggio per i giovani e per chi non è ricco. Il procuratore generale critica esplicitamente "il sistema vigente, che esclude dalla magistratura quei giovani che provengono da famiglie non abbienti che non possono permettersi di attendere in media cinque anni" per entrare in magistratura. Uno sbarramento di fatto che "è servito soltanto ad allontanare dalla magistratura giovani brillanti che hanno preferito indirizzarsi verso altre professioni piuttosto che aspettare il concorso: una discriminazione dal punto di vista sociale ed economico".

MONICA RUBINO su REPUBBLICA.IT del 26 gennaio
ROMA - La riforma penale non più rinviabile, come ammette il ministro della Giustizia Andrea Orlando. La fuga di notizie sulle indagini in corso, il maggior riserbo richiesto alle toghe, lo stop alla prescrizione. Sono questi i temi al centro della cerimonia d’apertura dell’anno giudiziario, che si svolge oggi a Roma al palazzo della Cassazione, la prima della storia che non vede la partecipazione dell’Associazione nazionale magistrati. L’Anm, infatti, è in polemica con il governo per il mancato rispetto degli accordi sui correttivi al decreto sulla proroga dei pensionamenti solo per alcuni magistrati e sulla legittimazione ai trasferimenti e ha deciso di disertare l’evento.

Viceversa quest’anno è presente tra il pubblico, accanto al Capo dello Stato Sergio Mattarella, il premier Paolo Gentiloni a differenza dell’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, che negli anni scorsi non aveva mai partecipato all’appuntamento. Anno giudiziario, Millella: "I nodi tempi e prescrizione, le polemiche e l’assenza di Anm" Condividi   Orlando, niente più rinvii. "Abbiamo superato le tre emergenze del sistema giustizia e cioè sovraffollamento carcerario, mole dell’arretrato e tempi di processi", spiega il Guardasigilli nel suo intervento, richiamando i dati già diffusi nel suo rapporto al Parlamento in cui si segnalano meno cause e meno detenuti. Ma ora la riforma del processo penale, in calendario al Senato, è "indifferibile", aggiunge. E si augura che il dialogo "possa proseguire nelle prossime settimane con tutti i soggetti della giurisdizione".

Più riserbo dai pm. Come accennato, il procuratore generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo bacchetta il fenomeno della fuga di notizie, definito "grave perchè rischia di ledere il principio costituzionale di non colpevolezza". Per questo chiede alle toghe più riserbo, ricordando il richiamo della Corte di Strasburgo ai pm, ai quali è imposta "la massima discrezione anche là dove si sia trattato di sostenere pubblicamente le ragioni e la bontà dell’attività giudiziaria svolta". Servono "meno leggi" e più "fiducia nei magistrati", conclude il pg.

No a reato di clandestinità. Di rincalzo il presidente della Cassazione Giovanni Canzio critica nel suo intervento anche le indagini "troppo lunghe" e le "distorsioni del processo mediatico" favorite anche dalla "spiccata autoreferenzialità" di alcuni magistrati. Canzio difende poi l’utilità della riforma penale e ribadisce il suo no al reato di clandestinità, pur sottolineando la necessità di un adeguato sistema repressivo contro il terrorismo internazionale.

Prescrizione e adozioni gay. Canzio si sofferma anche sul tema della prescrizione, irrisoria in Cassazione (colpisce solo l’1,3% dei processi) ma che secondo lui andrebbe bloccata dopo la condanna in primo grado. E sulle adozioni gay ribadisce: "Non ci sottraiamo, ma serve una legge".

Troppo pochi i processi per corruzione. Nell’evidenziare, inoltre, come nel Paese sia avvertita  la "percezione di una diffusa corruzione sia nella Pubblica amministrazione che tra i privati", il presidente della Cassazione spiega che però tale percezione "non trova riscontro nelle rilevazioni delle statistiche giudiziarie. Il dato nazionale registra, infatti, un numero esiguo di giudizi penali per siffatti gravi delitti, con appena 273 procedimenti definiti nel 2016 in Cassazione, pari allo 0,5%". Occorre pertanto "avviare un’approfondita riflessione sull’efficacia delle attuali misure, preventive e repressive, di contrasto del fenomeno".

Legnini su Anm e governo. Spetta poi al vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura (Csm) Giovanni Legnini lanciare un appello alla distensione nei rapporti fra Anm e governo: "Auspico fortemente - dice rivolto alla platea-  che si possano superare le difficoltà proseguendo un percorso di innovazione nell’amministrazione della giustizia".

REPUBBLICA DEL 14 GENNAIO
ROMA - L’Anm diserterà la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in programma il 26 gennaio in Cassazione. La decisione è stata presa all’unanimità al termine del comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che si è riunito oggi a Roma. In relazione al mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del governo sul decreto relativo a pensionamenti e trasferimenti dei magistrati, il comitato ha deliberato inoltre che nello stesso giorno dell’inaugurazione dell’anno giudiziario diramerà un documento sulle ragioni della protesta che sarà esposto durante una conferenza stampa.

Sarà la prima volta in assoluto che i vertici dell’associazione guidata da Piercamillo Davigo diserteranno la cerimonia, a cui, comunque, hanno sempre preso parte in passato come ospiti nell’aula magna della Cassazione ma senza pronunciare alcun intervento.

Sabato 28 gennaio, la Giunta centrale del sindacato delle toghe parteciperà comunque a una delle inaugurazioni in Corte d’appello, presumibilmente la stessa a cui prenderà parte il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Il direttivo dell’Associazione nazionale magistrati tornerà a riunirsi il 18 febbraio: in quella sede, discuterà ancora di eventuali iniziative di protesta, anche alla luce degli sviluppi dell’iter di conversione in legge del decreto Milleproroghe, a cui il Governo dovrebbe presentare un emendamento per modificare le norme in materia di legittimazione ai trasferimenti per le toghe.

Il direttivo, dunque, è riuscito a restare compatto, come aveva chiesto anche il presidente Davigo con un "appello all’unità": le iniziative che saranno messe in campo per le inaugurazioni dell’Anno giudiziario sono state deliberate "all’unanimità", come si legge nel documento approvato, "riaffermata l’unità di intenti dell’azione associativa, in relazione al mancato adempimento degli impegni politici assunti da parte del Governo".