la Repubblica, 27 gennaio 2017
L’amaca di Michele Serra
La corte costituzionale sta diventando per i politici quello che la Protezione civile è per terremotati e disastrati in genere. Interviene quando la frittata è fatta, quando i danni dell’imprevidenza (alberghi costruiti in fondo al canalone, leggi malferme a causa di qualche pilastro mancante) hanno già travolto gli incauti e gli ignari, i colpevoli e gli innocenti uniti nella disgrazia.Certo dispiace avere udito qualche politico, in telegiornali recenti, lamentarsi per il ritardo dei soccorsi, accusando la Consulta di averci messo dei mesi, per rimuovere le macerie dell’Italicum. Vale anche per loro questa osservazione, fatta un po’ troppo a bassa voce nei giorni tremendi del Rigopiano: essere salvati non è un diritto di natura, è una splendida conquista del welfare, della civilizzazione, della tecnologia. Bisogna ringraziare, prima di tutto, e solo dopo procedere a eventuali osservazioni sull’efficienza dei soccorsi. Infine, farsi un esame di coscienza: una politica incapace, in tre legislature, di mettere in piedi una legge elettorale decente, non può che inchinarsi ai suoi soccorritori togati. Un buon modo per sdebitarsi sarebbe battezzare la legge riplasmata dalla Consulta: Rimedium. Sa un po’ di sciroppo alle erbe, ma rende l’idea.