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 2017  gennaio 25 Mercoledì calendario

ROMA - Italicum, la Consulta boccia il ballottaggio e salva il premio di maggioranza, che andrà al partito che raggiunge almeno il 40% delle preferenze

ROMA - Italicum, la Consulta boccia il ballottaggio e salva il premio di maggioranza, che andrà al partito che raggiunge almeno il 40% delle preferenze. Restano le pluricandidature, ma solo affidando la scelta finale del candidato eletto in più di un collegio a un sorteggio. Sul premio di maggioranza, dunque, la Corte ha dichiarato non fondata la questione di legittimità.

I giudici aggiungono con questa sentenza che  "la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione". Si potrebbe, dunque, votare subito con quello che resta dell’Italicum (una nuova legge definita da M5s Legalicum). Elemento, questo, che accende l’immediata discussione tra chi vorrebbe andare subito alle urne e chi, invece, è contrario. Con una legge elettorale che, di fatto, diviene un sistema proporzionale con un premio di maggioranza difficile da raggiungere. 


I rilievi erano contenuti in cinque ordinanze giunte dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Genova e Trieste. A promuovere i ricorsi un pool di avvocati: tra loro Felice Besostri, che fu già al centro dell’azione contro il Porcellum (video), poi dichiarato incostituzionale nel 2014. Giudice relatore è Nicolò Zanon. Fra le parti, figura il Codacons rappresentato dal suo presidente Carlo Rienzi. A difesa della legge impugnata, l’Avvocatura dello Stato con Vincenzo Nunziata, in rappresentanza della Presidenza del consiglio dei ministri.



1 54 ROMA - L’Italicum del governo Renzi alla Camera e il Porcellum di Calderoli al Senato, entrambi modificati sostanzialmente da due importanti sentenze della Corte Costituzionale, ma entrambi in vigore e applicabili.

La prima conseguenza della sentenza della Consulta - che politicamente è tutt’altro che irrilevante - è che sui sistemi elettorali in Italia non si è creato un vuoto normativo e che quindi se il presidente della Repubblica decidesse di sciogliere le Camere (sulla spinta dei partiti che tifano per il voto) si può andare a votare immediamente. Anche se con due sistemi disomogenei, ma non così diversi.

SCHEDA - I DUE SISTEMI ELETTORALI A CONFRONTO    Italicum (modificato)
per la Camera Consultellum
per il Senato Sistema Proporzionale con premio di maggioranza Proporzionale Premio di maggioranza Alla lista più votata che ottiene su base nazionale più del 40% Nessun premio Liste Solo capilista bloccati Niente liste bloccate Preferenze Due preferenze Una preferenza Soglie di sbarramento 3% su base nazionale 8% per la lista (3% se la lista è in una coalizione)20% per le coalizioni Collegi elettorali 100 + collegio estero 20, uno per ogni regione, + collegio estero
Quello che sicuramente i due sistemi elettorali non garantiscono - né presi singolarmente né tantomeno combinati - è la governabilità. Con due leggi proporzionali, e vista la frammentazione tripolare presente nel sistema politico italiano, è molto difficile ipotizzare una maggioranza chiara e uguale in entrambe le Camere.

COSA RESTA DELL’ITALICUM
ROMA - Via il ballottaggio e la possibilità di scelta del collegio nel caso di candidature plurime. Resta il premio di maggioranza per il partito che prende almeno il 40%, restano i capilista bloccati ma se eletti in più collegi saranno scelti con sorteggio. È un Italicum molto diverso quello che esce dalla sentenza della Consulta, che di fatto lo ha ridotto a un proporzionale con un premio di maggioranza difficile da raggiungere. Tutt’altra cosa rispetto alla legge che - per il premier Renzi - doveva garantire la sera stessa delle elezioni di sapere chi avrebbe governato. 

La Consulta - nella sua nota - ha detto poi una cosa fondamentale: "La legge è suscettibile di immediata applicazione". Ovvero si può - se i partiti vogliono - andare alle urne.

COSA CAMBIA DELL’ITALICUM - Il nuovo Italicum resta un sistema elettorale proporzionale (ovvero il numero di seggi verrà assegnato in proporzione al numero di voti ricevuti). Il calcolo sarà fatto utilizzando la regola "dei più alti resti" e sarà fatto su base nazionale. 

Stop al ballottaggio. La caratteristica principale dell’Italicum era il secondo turno. Ovvero che tra i due partiti più votati senza raggiungere il 40% dei voti si tenesse uno ’spareggio’ due settimane dopo per assegnare una maggioranza assoluta dei seggi della Camera. La Consulta ha bocciato questo aspetto che quindi scompare dalla legge.

Sì al premio di maggioranza. Via libera della Corte Costituzionale invece al premio di maggioranza alla lista più votata, se questa dovesse ottenere almeno il 40% dei voti. Alla lista saranno assegnati 340 seggi su 617 (sono esclusi dal calcolo il seggio della Valle d’Aosta e i 12 deputati eletti all’estero): si tratta del 55% dei seggi.

Candidature multiple. La consulta non ha toccato il sistema delle candidatura plurime, quindi un capolista potrà essere inserito nelle liste in più di un collegio elettorale, come già succedeva nel Porcellum, fino a un massimo di 10. Quello che la Consulta ha bocciato è la possibilità - in caso di elezioni in più di un collegio - che sia l’eletto a scegliere in quale collegio risultare eletto. In questo caso interverrà invece un sorteggio. 

COSA RESTA - Sono molti i punti che non sono stati toccati e su cui la Corte non è dovuta intervenire. Eccoli:

Capilista bloccati - Le liste non sono bloccate, ma i suoi capilista sì. Questo punto non è stato toccato dalla Consulta. Quindi i capilista saranno i primi ad ottenere un seggio, mentre dal secondo eletto in poi intervengono le preferenze (ogni elettore ne potrà esprimere due), reintrodotte rispetto al Porcellum.

Questo sistema avrà come conseguenza che i partiti più piccoli, che difficilmente eleggeranno più di un parlamentare in una circoscrizione, vedranno eletti i capilista, mentre i partiti più grandi avranno anche una quota di parlamentari scelti con le preferenze.

Soglie di sbarramento. L’Italicum prevede una distribuzione dei seggi su base nazionale ma al tempo stesso, per limitare il proliferare di gruppi parlamentari, al riparto potranno accedere solo le liste che supereranno la soglia del 3%.

È prevista anche una soglia per le minoranze linguistiche nelle regioni che le prevedono: lo sbarramento è del 20% dei voti validi nella circoscrizione dove si presenta.

Circoscrizioni più piccole e tornano le preferenze. Invece delle 27 circoscrizioni previste dalla precedente legge elettorale si passa a circoscrizioni di dimensione minore. Saranno 100 collegi (in media di circa 600mila abitanti ciascuno) e in ognuno verranno presentate mini-liste, in media di 6 candidati.

L’eccezione in Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta. La legge prevede che la regione Val d’Aosta e le province di Trento e Bolzano siano escluse dal sistema proporzionale. Qui si voterà in nove collegi uninominali (8 per T.A.A. e 1 per la Val d’Aosta), come già avveniva con il precedente sistema elettorale. Se alla regione Trentino-Alto Adige sono assegnati più di 8 seggi, questi verranno assegnati con il sistema proporzionale.

Quote rosa. Nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato in misura superiore al 50% (con arrotondamento all’unità inferiore) e nella successione interna alle liste nessun genere potrà essere presente per più di due volte consecutive. Inoltre ciascuno dei due sessi può essere rappresentato massimo nel 50% dei capilista e se l’elettore esprimerà due preferenze, dovranno essere relative a due candidati di sesso diverso, pena la nullità della seconda preferenza.

Nessuna di queste ipotesi garantisce che a essere elette sarà un numero consistente di donne, tutto dipenderà da come saranno scritte le liste e dalle preferenze che le donne otterranno.

LE REAZIONI
Reazioni immediate alla sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum, che ha bocciato il ballottaggio ma ha conservato il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale approvata nel 2015. Per Stefano Pedica (Pd),  "dopo le indicazioni della Corte Costituzionale, non c’è più tempo da perdere. Tutte le forze politiche si rimbocchino le maniche e diano prova di grande responsabilità per il bene del Paese. Il compito di fare la nuova legge elettorale è del parlamento". L’esponente democratico sottolinea che "è necessario avviare subito un tavolo di confronto bipartisan e lavorare su proposte reali, come quella del Mattarellum". Dal Pd anche il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato: "Si sono create le condizioni per andare a votare subito. Noi rilanciamo con forza la possibilità di convergere sul Mattarellum. Non è una questione di tempo, serve una disponibilità politica vera. Noi restiamo sul Mattarellum, altrimenti c’è il ’Consultellum’", afferma il capogruppo dem. Per Rosato "non c’è stata una bocciatura dell’Italicum, l’impianto resta". Diversità tra le leggi per la Camera e quella per il Senato? "Si tratta di due leggi armonizzate. Due leggi a forte impianto proporzionale. Due leggi omogenee, del resto la Consulta non ha rilevato alcuna incostituzionalità", risponde Rosato.

Beppe Grillo: "40% era il nostro obiettivo. Ora al voto subito, non faremo alleanze con nessuno". Il leader cinquestelle aggiunge sul blog: "Fumata bianca della consulta. Habemus
Legalicum! ora c’è una legge elettorale costituzionale e pronta all’uso per il voto subito. Nella sentenza è specificato che: ’la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione’ non ci sono più scuse". Dal M5s duro Alessandro Di Battista, che affida a Twitter il suo commento alla sentenza: "Matteo Renzi e Maria Elena Boschi la legge che ’doveva copiarci mezza Europa’ è in gran parte incostituzionale. Vergognatevi e ritiratevi #Italicum". "A  perdere la faccia è tutto il governo" che ha votato la fiducia sull’Italicum, ha aggiunto Di Battista: "Renzi rende incostituzionale tutto ciò che tocca. E’ l’ultimo definitivo fallimento di arroganti al potere e rottamatori della legalità", ribadisce

Di voto subito parla anche Giorgia Meloni: "Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito". Così la presidente di Fratelli d’Italia su Twitter. Sulla stessa lunghezza d’onda il leader della Lega Nord Matteo Salvini, sempre sul social network: "’Legge elettorale subito applicabile’ dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #votosubito".
  Italicum, Salvini: "La legge elettorale è applicabile. Al voto subito" Condividi   Critica nei confronti della maggioranza la capogruppo di Sinistra italiana al Senato Loredana De Petris, presidente del Gruppo Misto: "Il governo ha sprecato tre anni inseguendo solo la peggior propaganda, senza mai occuparsi di quel che davvero era necessario al Paese. Ora - prosegue De Petris - la vera urgenza è varare una legge elettorale efficace, dunque una legge proporzionale capace di garantire una rappresentanza reale, non truccata da premi abnormi, e di restituire al popolo il potere di scegliere i propri rappresentanti che l’Italicum, come prima il Porcellum, aveva scippato".

Da Forza Italia parla Maurizio Gasparri: "La Consulta si è espressa, ora è necessario fare una legge elettorale per il Senato analoga a quella della Camera". 

"La sentenza della Consulta ha adottato la soluzione del minimo indispensabile piuttosto che quella del massimo possibile". Questo il commento a caldo dell’avvocato Enzo Palumbo, uno dei legali ’anti Italicum’, sulla decisione della Corte costituzionale sulle questioni di legittimità della legge elettorale.