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 2017  gennaio 25 Mercoledì calendario

Intesa esce allo scoperto. «Con Generali possibili aggregazioni industriali»

Intesa Sanpaolo guarda ufficialmente a un’aggregazione con le Assicurazioni Generali. Con una nota diffusa in serata la banca avvalora le indiscrezioni lanciate nel fine settimana da La Stampa e «conferma, in coerenza con il Piano di impresa 2014-2017 reso noto al mercato, il proprio interesse industriale per la crescita nel settore del risparmio gestito, del private banking e in quello dell’assicurazione in sinergia con le proprie reti bancarie». La banca guidata da Carlo Messina non farà l’operazione ad ogni costo. Per portarla a compimento pone precise condizioni: deve preservare «la leadership di adeguatezza patrimoniale» dell’istituto e deve essere coerente «con la politica di creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti».
Per questo non esclude, sempre nel comunicato, anche «possibili partnership internazionali». È qui che entrerebbe in partita Allianz, il colosso assicurativo di Monaco di Baviera, primo in Europa, che potrebbe intervenire rilevando quelle attività non sinergiche per il conglomerato che Intesa va studiando, acquistando ad esempio le filiali in giro per il mondo non coerenti con la strategia di Messina. «In quest’ottica il management di Intesa Sanpaolo – prosegue la nota – valuta e continuerà a valutare con attenzione ogni possibile opportunità di rafforzamento del proprio posizionamento competitivo» quindi delle sue prospettive economiche. E queste opportunità, si rimarca, sono «in corso di valutazione» incluse «possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali».
Le prime reazioni non si sono fatte attendere. Fonti di Trieste, per esempio, mostrano tutto il loro «stupore» nel notare che nel comunicato di Intesa si parli di combinazioni industriali «laddove non c’è stato nessun tentativo di coinvolgere il soggetto da aggregare», ossia il Leone. La compagnia guidata da Philippe Donnet oggi riunirà il cda in cui Alberto Minali uscirà di scena e in cui sarà nominato un nuovo direttore finanziario (in pole resta Luigi Lubelli, scelta interna) che non avrà più i galloni del direttore generale. Dalla riunione potrebbe arrivare una prima risposta alle ammissioni di Ca’ de Sass.
La prima ufficializzazione da parte di Intesa Sanpaolo arriva al termine di una ennesima giornata «calda» in Borsa in cui il titolo delle Generali – di solito non certo tra i più volatili a Piazza Affari – ha registrato un nuovo balzo notevole, chiudendo in rialzo dell’8,21% a 15,42 euro. Bene anche il primo azionista Mediobanca, con un +5,58%, a 8,52 euro, in ribasso Intesa, giù del 4,42%. A Piazza Affari, insomma, è tutto un posizionarsi in vista della possibile Offerta pubblica di scambio anticipata dalla mossa difensiva del Leone, che ha preso in prestito il 3% del capitale di Ca’ de Sass.
Ma proprio per comporre un quadro più preciso della situazione, la Consob – l’autorità di controllo del mercato – ancor prima dell’uscita del comunicato ha convocato i vertici di Intesa a Milano per il pomeriggio di oggi. Domani, a Roma toccherà invece ai rappresentanti delle Generali. E, a sorpresa, sono stati chiamati anche gli uomini di Unicredit. Questo per verificare se ci sia o meno l’intenzione della banca guidata da Jean Pierre Mustier – come consiglierebbe la Bce – di vendere in tutto o in parte (e magari proprio a Intesa) l’8% di Piazzetta Cuccia, evenienza che Mustier, anche in colloqui recenti, ha però continuato a escludere. E che non pare proprio essere nell’idea di Messina, chino a studiare un’integrazione industriale che proietti la banca a diventare un campione europeo del risparmio. L’operazione, però, non appare imminente: in campo ci sono almeno un paio di opzioni. Intanto sono saltate le celebrazioni previste oggi a Milano per il decennale della banca: nessun cda straordinario in vista, Messina dovrà incontrare a Mosca il premier russo Putin. Domani si terrà regolarmente la festa torinese. Il primo cda utile sarà venerdì, ma come ha assicurato il presidente Gian Maria Gros-Pietro, «sarà sui conti, non sulle cose che interessano a voi giornalisti».